
Inchiesta dossieraggi a Roma: si indaga sulla rete degli ex 007
Nomi in codice che sembrano usciti da un romanzo di spionaggio della guerra fredda venivano utilizzati per proteggere l’identità di un gruppo di professionisti dell’ombra. Erano queste le firme digitali all’interno di chat effimere usate dagli ex appartenenti ai servizi segreti che avevano dato vita alla Squadra Fiore, un’agenzia privata dedita a informazioni riservate e dossieraggi. Le perquisizioni dei carabinieri del Ros, attese ormai da diversi mesi, sono scattate all’alba di ieri in 11 diverse località su tutto il territorio nazionale, segnando un punto di svolta nel filone romano nato dalla più ampia inchiesta milanese denominata Equalize. Al centro di questo terremoto giudiziario si trova la figura di Giuseppe Del Deo, già vice direttore del Dipartimento per le informazioni della sicurezza e con un passato di rilievo nell’Aisi, il servizio segreto interno.
L’ex alto funzionario dell’intelligence è oggi indagato per il reato di peculato, con l’accusa di aver sottratto una cifra impressionante, stimata tra i 7 e gli 8 milioni di euro, dai fondi destinati alla sicurezza nazionale. Secondo la tesi della procura, Del Deo avrebbe inoltre favorito attraverso vari appalti alcune società riconducibili a imprenditori a lui legati, utilizzando il suo potere istituzionale per fini privati. Oltre al danno erariale, gli viene contestato l’accesso abusivo a sistemi informatici riservati. Pare infatti che l’ex numero due del Dis potesse contare su una rete di collaboratori fidati, soprannominati i neri, ai quali venivano affidate operazioni clandestine e parallele definite dagli inquirenti di «tipo para investigativo».
L’inchiesta coordinata dai magistrati capitolini si divide sostanzialmente in due grandi percorsi investigativi che si intrecciano tra loro. Da una parte troviamo la Squadra Fiore, considerata dai pubblici ministeri una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla creazione di una intelligence parallela. In questo contesto riemergono figure già note alle cronache giudiziarie passate, come quella di Giuliano Tavaroli, l’ex carabiniere già coinvolto anni fa nello scandalo Telecom-Sismi. Il gruppo si sarebbe attivato per scopi di lucro su commissione di soggetti interessati a condizionare il mondo della politica e dell’imprenditoria.
Queste informazioni carpite dai database protetti venivano spesso mimetizzate all’interno di documenti che apparivano esternamente come normali notizie giornalistiche, ma che in realtà erano «nascoste» per servire interessi occulti. La Squadra Fiore non si limitava però alla raccolta di dati, offrendo ai propri clienti anche servizi di bonifica elettronica per individuare microspie e ostacolare l’attività delle procure. Contemporaneamente, anche a Milano l’inchiesta procede spedita con nuove perquisizioni che vedono come parte lesa l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio. In questa nuova fase sono coinvolti nomi come Nunzio Samuele Calamucci e Vincenzo De Marzio, oltre a ex addetti alla sicurezza che avrebbero partecipato alle attività di spionaggio.
Giuseppe Del Deo, pur professandosi totalmente estraneo a ogni addebito, ha scelto la via della prudenza comunicando la propria autosospensione dalla carica di presidente esecutivo con l’obiettivo dichiarato di agire «per preservare la reputazione della società». Nei prossimi giorni gli interrogatori degli indagati potrebbero fornire nuovi dettagli su questa intricata rete di spionaggio che sembra aver violato il cuore delle istituzioni italiane.
M.M.