
DOSSIER / Verde Pubblico, Roma cambia marcia: un agronomo alla guida del Dipartimento.
Ma basta raddoppiare l’innaffiamento contro il caldo killer?
Rimpasto amministrativo in Campidoglio: fuori Sorrentino, dentro Mauro Uniformi, presidente nazionale degli agronomi. La mossa di Gualtieri per blindare la strategia del verde verticale dopo le polemiche politiche e l’ecatombe di giovani alberi secchi a Villa Ada. Il piano: 15.000 nuove piantumazioni entro marzo 2027.
di Romanews24h.com
ROMA – Non è un rimpasto di Giunta, ma un “rimpasto amministrativo” che segnala una precisa volontà politica: raddrizzare la rotta su uno dei temi più sensibili e divisivi dell’amministrazione Gualtieri, la gestione del verde pubblico. Giovedì 13 agosto, la Giunta capitolina ufficializzerà il cambio al vertice del Dipartimento Tutela Ambientale. Giuseppe Sorrentino (destinato alla direzione tecnica del IX Municipio) cede il posto a Mauro Uniformi, una figura che il Campidoglio definisce “autorevolissima”.
Uniformi non è un dirigente amministrativo qualunque: è il presidente nazionale dei dottori agronomi e forestali (CONAF) ed è già consulente dell’amministrazione per il dossier sullo stadio della Roma a Pietralata (sua la relazione che definì “di scarso valore” il bosco dell’area, permettendo al progetto di avanzare). È il primo agronomo a diventare direttore del dipartimento. Una nomina che il sindaco Roberto Gualtieri ha voluto non solo per rispondere alle “feroci polemiche” della destra (un botta e risposta social fatto di numeri su abbattimenti e piantumazioni), ma per imprimere un necessario cambio di passo tecnico.
LA STRATEGIA ANTI-AFA: RADDOPPIA L’INNAFFIAMENTO, MA È CORSA CONTRO IL TEMPO
Il nuovo direttore ha già avuto un “assaggio” del suo compito. L’11 agosto si è tenuta una riunione operativa con l’assessora Sabrina Alfonsi, il vice capo di Gabinetto Luigi Pomponio e il segretario tecnico Marco Vincenzi. Le priorità sono immediate e dettate dall’emergenza.
Roma sta vivendo due mesi di temperature torride e assenza di precipitazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’ultimo grido d’allarme arriva da Villa Ada, dove l’associazione “Osservatorio Sherwood” ha denunciato che 19 alberi sui 22 piantati nel 2025 intorno al laghetto superiore sono già secchi, e gli altri tre sono “in agonia”. Un’ecatombe che riguarda soprattutto gli esemplari giovani, i più vulnerabili.
La risposta del Campidoglio:
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Watering raddoppiato: Già dal 12 agosto, è stato ordinato un incremento del 50% dei giri di innaffiamento, concentrandosi proprio sugli alberi giovani e di recente impianto.
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Messa in sicurezza: Continua l’abbattimento degli alberi in categoria D (massimo rischio), quasi ultimato in quattro anni.
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Il maxi-piano d’autunno: Da ottobre a marzo 2027, Uniformi guiderà l’ultima grande fase di piantumazione della consiliatura: 15.000 nuovi esemplari da distribuire omogeneamente nei municipi.
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Vincoli alle ditte: Le ditte in appalto dovranno completare i deceppamenti prima della piantumazione, per farsi trovare pronte per ottobre.
Il 1° settembre, nuovo vertice alla presenza di Gualtieri per fare il punto e programmare operativamente gli interventi. “Gli alberi stradali sono importantissimi” è il messaggio del Sindaco, per ragioni di sicurezza ma soprattutto per una questione ambientale: l’ombra e l’abbassamento delle temperature nei quartieri più roventi.
IL CONFRONTO / EMERGENZA CALDO E VERDE: COME SI MUOVONO LE ALTRE CITTÀ ITALIANE
La nomina di Uniformi a Roma segna un tentativo di passare da una gestione “reattiva” dell’emergenza a una gestione “tecnica” e programmata. Ma quanto impattano realmente gli alberi e come si confronta Roma con i modelli di altre città italiane?
Il Peso Scientifico del Verde contro l’Isola di Calore
Gli studi scientifici (CNR, ISPRA) confermano che il verde urbano è lo strumento più efficace contro l’effetto “isola di calore”.
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Riduzione temperature: Un viale alberato maturo può abbassare la temperatura dell’aria circostante di 2-8°C rispetto a una strada cementificata.
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Evapotraspirazione: Le piante, respirando, rilasciano vapore acqueo che raffredda l’ambiente.
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Ombreggiamento: Evita che l’asfalto e il cemento accumulino calore durante il giorno.
I Modelli in Italia
Se Roma raddoppia l’innaffiamento, altre città italiane stanno sperimentando modelli gestionali differenti, basati su tecnologie e approcci preventivi.
1. MILANO: Il Modello Preventivo e Tecnologico (Forestami) Milano, con il progetto Forestami, non si limita a piantare (l’obiettivo è 3 milioni di alberi entro il 2030), ma punta sulla gestione post-piantumazione.
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Il “Caring” programmato: Forestami prevede appalti che includono non solo la fornitura e posa, ma la manutenzione e l’innaffiamento per i primi 3-5 anni, con monitoraggio costante della percentuale di attecchimento. Se l’albero secca, la ditta lo sostituisce a sue spese (clausola “warranty”).
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Parchi intelligenti: Sperimentazione di sensori di umidità del terreno per ottimizzare l’uso dell’acqua, irrigando solo quando e dove serve.
2. BOLOGNA: Il Modello di Adattamento e Partecipazione Bologna ha inserito il verde come asse centrale del suo Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
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De-paving: Rimuovere l’asfalto in eccesso (piazze e parcheggi) per far posto a superfici drenanti e alberi, riducendo l’accumulo di calore.
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Cittadinanza Attiva: Programmi di coinvolgimento dei cittadini nella cura e nell’innaffiamento degli alberi “di quartiere”, soprattutto in aree residenziali.
3. FIRENZE: La Selezione delle Specie Firenze si sta concentrando sulla scelta delle specie botaniche più resistenti allo stress idrico e alle alte temperature, anticipate dai modelli climatici, piuttosto che piantare specie tradizionali che potrebbero soffrire nei prossimi decenni.
Il Gap di Roma
Rispetto a questi modelli, Roma sconta un ritardo storico nella programmazione e nella manutenzione post-impianto. Il raddoppio dell’innaffiamento deciso oggi è una misura emergenziale (e costosa in termini di risorse idriche e personale) per rimediare a una sofferenza già in atto. Il modello basato sul volontariato (come nel caso di Villa Ada) o sulle segnalazioni social non è sostenibile per una capitale.
La sfida per Uniformi non sarà solo piantare 15.000 alberi (compito tecnico), ma ristrutturare gli appalti di manutenzione affinché la “tutela” includa la garanzia di irrigazione sistematica nei primi anni di vita, spostando il modello romano dalla reazione all’emergenza alla prevenzione tecnologica.
Foto di Maurits Bausenhart su Unsplash