
Controlli sulle strade a Roma, diminuiscono le patenti ritirate
I dati relativi al primo trimestre del 2026 evidenziano una significativa attività da parte della Polizia Municipale, che ha messo in campo una vera e propria stretta sulla sicurezza stradale eseguendo circa 800mila controlli. Nonostante l’imponente dispiegamento di forze, il numero di patenti ritirate per violazioni del codice della strada ha registrato una flessione del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a quota 1.600 provvedimenti. Questo calo suggerisce un’adesione più rigorosa alle norme da parte dei conducenti, specialmente per quanto riguarda comportamenti precedentemente molto diffusi e pericolosi.
L’utilizzo del cellulare durante la marcia rimane la causa principale delle sospensioni dei documenti di guida, con 400 casi rilevati nei primi tre mesi dell’anno. Tuttavia, analizzando il dato sul lungo periodo, emerge un miglioramento netto. Gli uffici di via della Conciliazione hanno infatti precisato che «rispetto allo scorso anno abbiamo segnato quasi la metà di questo tipo di infrazioni. Nel primo trimestre dello scorso anno, le patenti ritirate sono state 700. Si tratta quindi di un calo pari a circa il 45%».
Se la distrazione tecnologica sembra in calo, desta invece preoccupazione il dato relativo alla guida sotto l’influenza di alcol. In questo settore le licenze sospese sono state 272, segnando un incremento del 12% rispetto alle 243 registrate nello stesso intervallo temporale del 2025. A questi numeri si aggiungono 300 permessi ritirati a seguito di test per il consumo di sostanze stupefacenti eseguiti in occasione di sinistri, e circa 200 casi legati al mancato rinnovo del documento.
Il Comando Generale della Polizia Locale osserva con favore l’andamento complessivo delle statistiche, sottolineando come «nel complesso, in base al dato del primo trimestre di quest’anno, i casi di ritiro del documento di guida registrano una leggera flessione di circa il 15% in virtù del diminuire delle violazioni. Un risultato che conferma l’andamento generale». Questa tendenza positiva è il frutto di una strategia che punta non solo sulla repressione, ma soprattutto sulla prevenzione. Le autorità hanno chiarito che «l’aumento di controlli disposti è per assicurare una maggiore sicurezza sulle strade», proseguendo un percorso di rafforzamento delle attività già avviato con decisione negli anni precedenti per contrastare l’eccesso di velocità e altre condotte a rischio.
Un pilastro fondamentale di questo nuovo assetto urbano è rappresentato dall’istituzione delle Zone 30, attivate dallo scorso gennaio nel Centro, nel Tridente e in circa altre mille strade cittadine. L’obiettivo della misura è ridurre drasticamente il numero di incidenti stradali e tutelare le categorie più vulnerabili come pedoni e ciclisti. Dopo una fase sperimentale di due mesi, ad aprile sono scattate le sanzioni effettive: su oltre duemila veicoli monitorati in queste aree, gli agenti hanno elevato 30 multe per il superamento del limite di velocità, procedendo anche a dieci sospensioni della patente. Per consolidare questi risultati, l’amministrazione ha previsto l’installazione di cinque nuovi autovelox sulla via Cristoforo Colombo, che si aggiungeranno ai dispositivi già operativi su viale Newton e sulla Tangenziale.
I dati Istat relativi al 2025 avevano già mostrato i primi segnali di un cambiamento necessario dopo il drammatico 2024, anno in cui si erano registrati quasi duecento decessi sulle strade romane. Sebbene il bilancio dell’anno passato resti pesante, con 33mila incidenti e 124 vittime, si è notata una riduzione dei decessi tra i pedoni e i motociclisti. La drastica diminuzione delle infrazioni riscontrata in questo primo scorcio di 2026 conferma che la combinazione tra sorveglianza capillare, nuove infrastrutture di moderazione del traffico e una maggiore prudenza da parte degli utenti della strada sta finalmente portando i frutti sperati, allontanando la Capitale dai record negativi del recente passato.