Allarme al Prenestino, rinvenuta una bomba in un’auto rubata

23/02/2026

Il silenzio del sabato sera nel quartiere periferico di Villaggio Prenestino è stato interrotto da un ritrovamento inquietante. Tutto è iniziato con una segnalazione apparentemente banale per un divieto di sosta in via Padre Ezechiele Ramin. Una residente, esasperata dal fatto che una Fiat Panda occupasse da oltre 24 ore il posto auto assegnato al suo condominio, ha richiesto l’intervento della polizia municipale. Nessuno tra chi abita nel complesso che affaccia sull’ampio cortile aveva mai visto quel veicolo prima di allora, un elemento che ha subito insospettito la donna. Quando gli agenti del VI Gruppo sono arrivati sul posto per i rilievi di rito, la situazione è rapidamente passata da una semplice violazione del codice della strada a un caso di potenziale pericolo per la pubblica incolumità.

Un primo controllo della targa ha rivelato che la targa era stata rubata e applicata al mezzo per occultarne la provenienza, anch’essa illecita. La vettura, infatti, risultava essere stata sottratta al legittimo proprietario solo pochi giorni prima. Tuttavia, lo shock vero è arrivato quando gli agenti, osservando l’interno dell’abitacolo attraverso i finestrini, hanno notato un oggetto insolito adagiato su uno dei sedili. Si trattava di un cilindro nero in plastica da cui fuoriuscivano dei fili elettrici. Il sospetto che potesse trattarsi di un ordigno ha fatto scattare immediatamente il protocollo di sicurezza, con la chiamata alla Squadra Mobile e agli esperti della Scientifica. All’interno del cilindro, secondo i primi rilievi tecnici, era stipata della polvere pirica. Sebbene il congegno fosse privo di un sistema di attivazione a distanza, la sua pericolosità non è stata sottovalutata.

Gli esperti hanno analizzato la rudimentale bomba artigianale. Nonostante la mancanza di comandi sofisticati, la carica esplosiva avrebbe potuto causare danni significativi a strutture o persone nelle immediate vicinanze. Il Sindacato unitario lavoratori Polizia Locale ha espresso forte preoccupazione per l’accaduto, evidenziando i rischi corsi dagli agenti intervenuti inizialmente. All’interno dell’auto non sono stati rinvenuti messaggi o rivendicazioni, rendendo l’indagine un puzzle complesso basato esclusivamente su prove scientifiche e riprese video. La Scientifica ha lavorato a lungo sull’auto cercando di isolare impronte digitali su componenti sensibili come il volante, la leva del cambio e le cinture di sicurezza, sperando di trovare riscontri nelle banche dati delle forze dell’ordine.

Un tassello fondamentale per la risoluzione del caso potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza della zona. I filmati al vaglio degli inquirenti mostrano l’arrivo della Panda nel cortile durante la serata di venerdì. Nelle immagini, seppur non perfettamente nitide, si distingue chiaramente un uomo che scende dal veicolo a volto scoperto. Dopo aver abbandonato la vettura con l’ordigno all’interno, l’individuo sale su un secondo mezzo che lo attendeva poco lontano, dileguandosi a forte velocità. Gli investigatori sono ora impegnati nel tentativo di pulire digitalmente i fotogrammi per identificare il sospetto e, soprattutto, risalire alla targa dell’auto utilizzata per la fuga. La dinamica e il luogo del ritrovamento hanno portato gli inquirenti a escludere quasi immediatamente la pista del terrorismo, concentrando le attenzioni sui conflitti legati al controllo delle piazze di spaccio.

Via Ramin non è nota per ospitare figure di spicco della criminalità organizzata, ma il cortile nascosto dai flussi di traffico principale rappresenta un nascondiglio ideale per stoccare temporaneamente veicoli rubati o materiale scottante. L’ipotesi più accreditata è quella di un avvertimento tra bande rivali, un metodo che a Roma ha già visto l’uso di bombe carta o dispositivi simili per risolvere controversie legate ai debiti di droga. Gli inquirenti ricordano episodi analoghi avvenuti nel recente passato, come l’attacco al portone del palazzo a Ostia dove risiede una figura legata alle inchieste sui clan Spada e Casamonica.

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