
Roma piano “Scuole Verdi”: 150 milioni e finanza privata per 1.000 istituti
Il Campidoglio apre al mercato con un avviso esplorativo per un maxi partenariato pubblico-privato. L’obiettivo: efficientare l’intero patrimonio di 1.550 scuole della Capitale entro la scadenza dei contratti trentennali.
ROMA – Un’operazione sistemica senza precedenti per mettere in sicurezza e convertire alla transizione ecologica il patrimonio edilizio scolastico della Capitale. Roma Capitale ha pubblicato l’avviso esplorativo per l’attuazione del programma “Scuole Verdi”, la macro-iniziativa di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) strutturata con il supporto strategico di Cassa Depositi e Prestiti (nell’ambito del programma europeo InvestEU) per riqualificare ed efficientare dal punto di vista energetico oltre mille edifici scolastici capitolini.
L’avviso non costituisce ancora la gara d’appalto vera e propria, ma avvia il confronto strategico con gli operatori economici per la raccolta e la valutazione delle proposte. Una volta terminata l’istruttoria, verrà individuato un soggetto promotore per ciascuno dei 5 lotti in cui è suddiviso il territorio comunale (ogni impresa potrà candidarsi per un massimo di due lotti).
L’impostazione finanziaria e il calendario della gara
Il piano poggia su un modello di finanza di progetto della durata massima di 30 anni: la fase iniziale sarà dedicata alla progettazione ed esecuzione dei cantieri, mentre il triennio/decennio successivo vedrà i privati gestire i servizi energetici e le manutenzioni, recuperando l’investimento attraverso i canoni corrisposti dal Comune (subordinati al raggiungimento di precisi livelli di risparmio energetico garantito) e gli incentivi del Conto Termico GSE.
I tempi stabiliti dalla piattaforma digitale di Roma Capitale sono stringenti:
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Entro il 5 ottobre 2026 (ore 18:00): Richiesta di accesso alla data-room contenente le schede tecniche degli impianti.
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Dal 6 ottobre al 6 novembre 2026: Esecuzione dei sopralluoghi obbligatori.
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Entro il 31 dicembre 2026 (ore 12:00): Termine ultimo per la presentazione ufficiale delle proposte.
Gli interventi previsti negli plessi
L’appalto prevede una dote minima di interventi per ciascun edificio, tra cui:
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Installazione di pompe di calore ad alta efficienza e impianti fotovoltaici;
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Sostituzione integrale degli infissi e introduzione di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC);
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Monitoraggio digitale dei consumi in tempo reale.
Gli operatori potranno presentare soluzioni migliorative, come la relamping a LED, il fotovoltaico con sistemi di accumulo, le schermature solari e la climatizzazione autonoma delle palestre scolastiche.
«Con questo avviso avviamo il percorso per intervenire su altri mille edifici e raggiungere così un risultato storico: la riqualificazione e l’efficientamento di tutte le oltre 1.550 scuole della Capitale», ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ricordando come l’iniziativa si sommi alle 550 strutture già riqualificate o in lavorazione tramite fondi PNRR, CIS e PnMetro.
L’Assessora ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, ha ribadito la centralità della sostenibilità economica: «Chiediamo agli operatori proposte solide, capaci di coniugare qualità degli interventi e risultati misurabili nel tempo».
CONCLUSIONI
Bastano 150 milioni per 1.000 edifici scolastici?
La risposta breve è no, se considerati come risorsa unica, ma sì, nella logica del Partenariato Pubblico-Privato (PPP).
I 150 milioni di euro messi a disposizione da Roma Capitale (IVA inclusa) rappresentano esclusivamente un contributo a fondo perduto in conto capitale (pari a circa il 15-30% del fabbisogno finanziario complessivo dell’opera). La forza dell’operazione sta nella combinazione di tre fattori:
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L’effetto leva del capitale privato: La quota maggioritaria degli investimenti (stimabili complessivamente tra i 400 e i 600 milioni di euro per un migliaio di plessi) sarà anticipata dalle imprese private e dai fondi d’investimento.
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L’incasso degli incentivi statali: Il ricorso sistematico al Conto Termico GSE permetterà di recuperare a fondo perduto fino al 40-65% dei costi sostenuti per l’involucro e le pompe di calore.
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Il risparmio in bolletta: L’investimento del privato verrà ripagato dal Comune nel corso dei 30 anni di concessione utilizzando i risparmi conseguiti sulla spesa energetica dell’amministrazione.
Quanto si spende mediamente per la riqualificazione di un singolo edificio scolastico?
In Italia, le metriche di costo per gli interventi di efficientamento energetico profondo (deep renovation) negli edifici scolastici variano sensibilmente a seconda dello stato di partenza dell’immobile:
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Intervento medio/leggero (Audit + Impianti + Infissi): Tra 300.000 € e 600.000 € per plesso.
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Intervento profondo (Cappotto termico + Fotovoltaico + VMC + Antisismica/Manutenzione straordinaria): Tra 1,2 e 2,5 milioni di euro per singolo edificio.
I 150.000 euro teorici “pro-capite” derivanti dal solo contributo pubblico a fondo perduto di Roma Capitale servono quindi come innesco finanziario. Sarà la capacità di attrazione del capitale privato e la gestione efficiente dei servizi nei 30 anni successivi a determinare la reale fattibilità e la qualità finale dei cantieri in tutte le scuole romane.