
Decoro Urbano a Roma: in arrivo un milione di euro extra
Da romano che il Centro Storico lo vive ogni giorno — tra turisti che camminano a passo di lumaca, sampietrini sconnessi e tavolini dei locali che ormai occupano pure i marciapiedi —, quando si sente parlare di un milione di euro in più per il decoro urbano, la prima reazione è sempre la stessa: «Speriamo bene, ma vediamo dove li mettono davvero».
La notizia ufficiale è che il sindaco Roberto Gualtieri, durante l’esame del bilancio in Assemblea Capitolina, ha annunciato questo stanziamento straordinario destinato al cuore della Capitale. L’occasione è servita anche per presentare la nuova assessora alle Attività Produttive e al Commercio, Valeria Baglio (che subentra a Monica Lucarelli e lascia il posto in Aula al primo dei non eletti, Rocco Stelitano). A Baglio è stata data una delega ad hoc pesante: il coordinamento delle politiche e del decoro del Centro Storico, con l’obiettivo di fare da ponte diretto tra Palazzo Senatorio e il Municipio I.
Ma da cittadini, la domanda vera che ci poniamo è: cosa serve davvero per restituire un po’ di decoro al nostro centro?
Un milione di euro è un buon punto di partenza se usato come “extra” per coprire le emergenze causate dai flussi turistici record, ma se parliamo di vita quotidiana, gli interventi prioritari che noi romani chiediamo a gran voce sono ben precisi:
1. La guerra ai “Mini-Market” e al commercio selvaggio
Il centro non può essere un bazar a cielo aperto. Tra dehors abusivi o fuori misura che strozzano i vicoli, bancarelle fuoriluogo e la proliferazione incontrollata di minimarket aperti H24 che vendono alcol a basso costo, la vivibilità è crollata. Serve far rispettare i regolamenti su affissioni e commercio con controlli severi e costanti, eliminando le strutture abbandonate o irregolari.
2. Pulizia straordinaria e cestini a prova di gabbiano
Il problema dei rifiuti nel centro non è solo quantitativo, ma di gestione. Servono svuotamenti dei cestini tarati sui reali flussi turistici per evitare che straripino ogni pomeriggio ad H24, lavaggi periodici delle strade storiche (strette e spesso maleodoranti d’estate) e l’adozione definitiva di cestini “anti-animale” che impediscano ai gabbiani di sventrare i sacchetti per strada.
3. Contrasto al vandalismo e manutenzione dei monumenti “minori”
Se la Fontana di Trevi o il Colosseo sono giustamente super-tutelati, bastano pochi passi indietro per trovare fontane storiche di quartiere coperte di incrostazioni, edicole storiche dismesse diventate ricettacolo di immondizia o tag e graffiti sui palazzi storici. Un vero piano di decoro deve prevedere squadre di pronto intervento per la cancellazione immediata dei graffiti dai muri pubblici e privati.
4. Presidio del territorio e sicurezza
L’annuncio del piano per il Centro Storico parla anche dell’arrivo di nuovi agenti della Polizia Locale. È fondamentale: il decoro passa per la presenza fisica sul territorio. Servono pattuglie a piedi non solo nei soliti tre snodi turistici (Piazza di Spagna, Navona, Pantheon), ma nei vicoli meno illuminati per arginare il degrado notturno legato alla movida e ai bivacchi.
Il punto di vista di chi ci abita
L’idea di creare un ponte unico tra Comune e Municipio I è un passaggio intelligente: troppo spesso le competenze si sono scaricate a vicenda tra uffici e dipartimenti. La neo-assessora Baglio ha una sfida enorme davanti a sé.
Noi romani non ci aspettiamo miracoli dall’oggi al domani, ma una gestione pragmatica: il Centro Storico non deve essere trattato solo come una “cartolina per i turisti” da spazzare prima che arrivino i bus, ma come un quartiere vivo dove chi ci abita, lavora o cammina possa finalmente respirare bellezza senza dover schivare il degrado ad ogni angolo.
Foto di Jurre Houtkamp su Unsplash