
Lazio, Gattuso si presenta: “Sono pronto a indossare l’elmetto”
La presentazione ufficiale a Formello di Gennaro Gattuso come nuovo allenatore della Lazio ha subito messo in chiaro l’atteggiamento con cui il tecnico intende affrontare la sua nuova avventura calcistica. Con uno sguardo attento e teso, l’allenatore calabrese ha parlato apertamente della situazione complessa in cui si trova il club capitolino, segnato dalla dura contestazione della tifoseria nei confronti della presidenza. L’ex campione del mondo ha espresso orgoglio per la scelta effettuata, sottolineando che i contatti passati erano stati frequenti ma che la spinta decisiva è arrivata proprio dal momento di evidente difficoltà in cui versa la società biancoceleste. Nel corso del primo colloquio a Forte dei Marmi con il direttore sportivo Angelo Fabiani e con il presidente Claudio Lotito, le criticità erano già emerse con trasparenza, spingendo il mister ad accettare una sfida che definisce stimolante per il suo carattere verace. Il tecnico si è detto pronto a lavorare duramente per conquistare sul campo sia i tifosi che sceglieranno di popolare lo stadio Olimpico sia coloro che, in segno di protesta, attueranno la diserzione delle gare interne, chiarendo che il gruppo dovrà saper isolarsi dalle pressioni esterne e concentrarsi solo sulle prestazioni sportive.
La linea tracciata da Gattuso richiama in parte le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi da Maurizio Sarri, ma la gestione del nuovo allenatore punterà sulla rimozione di qualsiasi alibi legato al clima ambientale. Ai giocatori è stato già ribadito che la coesione dello spogliatoio sarà fondamentale per superare i rischi di una stagione che si preannuncia complessa. Rispetto al drastico calo degli investimenti economici, legato anche alla mancata qualificazione alle competizioni europee, l’allenatore ha manifestato massimo rispetto per la lealtà dimostrata dalla tifoseria, la quale ha annunciato il proprio sostegno per le sole partite in trasferta. Gattuso ha riconosciuto l’importanza del calore del pubblico in casa, definendolo un elemento da pelle d’oca, ma ha sottolineato di voler puntare esclusivamente sull’inculcare una forte mentalità, il senso di appartenenza e lo spirito di sacrificio, rifiutando di lamentarsi per eventuali carenze dell’organico.
La sequenza di addii che ha caratterizzato la panchina laziale nell’ultimo periodo non intimorisce il nuovo tecnico, nonostante la rosa attuale registri la perdita di pedine storiche e di elementi cardine del reparto difensivo, come Provedel, Romagnoli e Gila. Per compensare queste assenze, Gattuso farà affidamento sulla leadership dei calciatori rimasti, menzionando esplicitamente Mattia Zaccagni, Adam Marusic e Danilo Cataldi come punti di riferimento per la crescita dei compagni più giovani. Sul fronte delle cessioni, l’allenatore ha rivelato di aver avallato in prima persona la partenza del difensore spagnolo Mario Gila, riscontrando nel giocatore una mancanza di focalizzazione totale sul progetto a causa di dinamiche contrattuali irrisolte. La cessione ha comunque permesso al club di incassare una cifra importante da reinvestire, benché le risorse per completare gli acquisti rimangano limitate e richiedano massima oculatezza da parte della dirigenza.
La priorità immediata per la campagna acquisti rimane l’innesto di un difensore centrale, mentre per il comparto offensivo verranno valutate le prestazioni degli elementi già in rosa durante le prime fasi del ritiro estivo. A centrocampo la struttura viene considerata solida, anche se Gattuso non ha nascosto il desiderio di poter contare su un paio di innesti aggiuntivi per completare definitivamente l’organico e contrastare le otto o nove formazioni che, sulla carta, partono con i favori del pronostico. Per quanto riguarda la gestione quotidiana e istituzionale della società, la chiarezza nei rapporti interni rappresenterà l’elemento chiave per una convivenza serena con il patron Lotito, ieri assente a Formello per impegni professionali nel milanese. L’allenatore ha commentato con ironia l’assenza del presidente, ribadendo l’importanza di un dialogo diretto e privo di mediazioni pubbliche, accettando senza riserve i limiti di bilancio imposti dalle attuali condizioni del mercato bloccato. Infine, Gattuso si è assunto la piena responsabilità per la pianificazione di amichevoli dal profilo meno internazionale, preferendo privilegiare il lavoro atletico e tattico nel centro sportivo rispetto a lunghe e faticose trasferte all’estero, prima di esprimere il proprio desiderio di riscatto professionale dopo la dolorosa conclusione della sua precedente esperienza sulla panchina della nazionale azzurra.
Durante il lungo colloquio con la stampa, il tecnico ha voluto ribadire la propria determinazione: «sono orgoglioso e contento di essere approdato alla Lazio, un club glorioso a cui ero già stato vicino più di una volta in passato. Mi ha spinto a venire la storia di questa società in difficoltà. So bene dove sono approdato. Forse senza queste condizioni avrei detto no, perché ho il fuoco dentro, e le sfide e il casino mi fanno sentire vivo». Proseguendo nella disamina del contesto societario e dei colloqui intercorsi con i vertici dirigenziali prima della firma, l’allenatore ha aggiunto: «quando il ds Fabiani è venuto a Forte dei Marmi e ho parlato col presidente, conoscevo già tutte le problematiche. Le ho contemplate, quindi sono pronto a indossare l’elmetto e ad accettare tutto. Starà a me pedalare, lavorare tanto, mettere in campo i giocatori e far divertire la gente, sia quella che verrà allo stadio sia i tifosi che lo diserteranno. Come squadra dobbiamo unirci e isolarci dall’esterno». Riguardo alla scelta strategica di privarsi di uno dei pilastri difensivi della passata stagione, Gattuso ha voluto fare chiarezza sulla dinamica di mercato: «se fosse stato per Fabiani e Lotito, Mario sarebbe rimasto fino alla scadenza. Sono stato io a dire di cederlo dopo averci parlato perché lui era già con la testa altrove e non sarebbe stato focalizzato al 100% sulla Lazio». Il tecnico ha poi concluso la sua analisi sul rapporto con il patron della società: «io sono stato da subito schietto con lui, ho già un rapporto franco così come col ds Fabiani e Bianchi. Non verrò mai a dire qui che sono dei bugiardi. Se un giocatore che mi piace non si può comprare, io lo accetto. Non faccio il contabile, la società mi ha spiegato il mercato bloccato, delle uscite per comprare e vedremo».