
Autovelox, il 30% non sono omologati e verranno spenti
L’entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale segna una svolta radicale nella gestione della sicurezza stradale e nel controllo dei limiti di velocità sul territorio italiano. Da oggi, infatti, circa il 30% dei dispositivi di rilevazione della velocità presenti sulle strade nazionali dovrà essere spento. Il provvedimento, che definisce in modo stringente le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei sistemi di accertamento, giunge al termine di un’attesa durata 34 anni. L’obiettivo dichiarato dal ministero dei Trasporti è quello di stabilire regole uniformi e precise, superando le numerose criticità applicative emerse nel corso degli anni e garantendo una solida base giuridica e amministrativa alle sanzioni.
La manovra comporterà lo spegnimento immediato di 850 postazioni che non risultano in linea con le nuove disposizioni, mentre restano pienamente attivi 3150 apparecchi che corrispondono ai parametri richiesti per l’omologazione. Nello specifico, a subire lo stop temporaneo saranno i misuratori approvati prima del 2017, mentre rimarranno operativi tutti quelli installati successivamente. Questo intervento radicale mira a sgomberare il campo dall’ondata di contenziosi e ricorsi che negli ultimi tempi hanno visto contrapposti gli automobilisti e le amministrazioni locali, a seguito di sentenze che mettevano in dubbio la validità delle sanzioni comminate attraverso strumenti privi della necessaria certificazione ministeriale. Per i dispositivi non idonei, le aziende produttrici dovranno ora avviare una nuova richiesta di omologazione del prototipo, presentando tutta la documentazione integrativa prevista dalla nuova normativa.
La riduzione del numero degli apparecchi ha sollevato forti preoccupazioni tra le forze dell’ordine per i possibili effetti sulla condotta alla guida, soprattutto in concomitanza con le partenze per le vacanze. Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e componente Anci in Viabilità Italia, ha voluto lanciare un chiaro avvertimento per scongiurare atteggiamenti irresponsabili da parte degli utenti della strada, ricordando che non si tratta di un liberi tutti. Il comandante ha evidenziato come gli incidenti stradali rappresentino ancora la prima causa di morte tra i cittadini, con circa tremila decessi ogni anno, e ha espresso forte preoccupazione per il ritorno di un fenomeno analogo a quello delle stragi del sabato sera degli anni ’90. Riguardo all’applicazione pratica della riforma, Altamura ha precisato che per la polizia locale questo rappresenta il punto di arrivo di un percorso durato due anni: «Il tema è utilizzare strumenti legittimi che mettano il cittadino a conoscenza di quello che usiamo. Le battaglie sulla velocità comportano tanti morti, per cui noi ci atterremo scrupolosamente a quanto previsto da questo decreto, usando solo gli strumenti approvati dopo l’agosto 2017, ossia la data spartiacque fissata dal ministero».
Sul fronte politico, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha espresso grande soddisfazione per la firma del provvedimento tramite i propri canali social, sottolineando il passaggio dai proclami ai fatti concreti per porre fine alla confusione degli ultimi anni. Il ministro ha evidenziato il drastico ridimensionamento dei misuratori: «Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, passiamo a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale». La nuova disciplina si propone dunque di bilanciare la tutela della pubblica incolumità sulle arterie stradali con il principio di trasparenza nei confronti dei conducenti.