
Regione Lazio, i conti della Sanità sono in attivo: fuori dal Piano di rientro
Il percorso di risanamento economico della sanità nella Regione Lazio taglia un traguardo significativo, registrando il terzo anno consecutivo con i bilanci in attivo. Questa stabilità finanziaria apre concretamente la strada verso l’uscita definitiva dal lungo piano di rientro dal debito sanitario che ha vincolato l’amministrazione locale per quasi un ventennio. La relazione presentata al governatore del Lazio, Francesco Rocca, e al direttore regionale della Salute, Andrea Urbani, evidenzia una netta inversione di tendenza rispetto alla situazione precedente. Nel 2022, in corrispondenza del passaggio di consegne tra la giunta di centrosinistra e la nuova amministrazione di centrodestra, i conti del comparto sanitario, comprensivi di spese ospedaliere, personale medico, infermieristico e farmaci, mostravano un disavanzo pari a -130 milioni di euro. Gli anni successivi hanno ribaltato questo scenario, registrando un primo utile di 32 milioni di euro nel bilancio 2023, salito a 122 milioni nel 2024 e assestatosi su un valore positivo di 7,4 milioni di euro nel consuntivo dello scorso anno, il 2025.
I surplus generati da questa gestione contabile non sono rimasti immobilizzati ma sono stati interamente destinati al potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche del territorio. Le risorse hanno permesso il saldo e l’acquisizione di nuove dotazioni tecnologiche fondamentali per la diagnostica, tra cui apparecchiature per la tomografia assiangolare computerizzata, sistemi di risonanza magnetica ed ecografi di ultima generazione. Parallelamente, la Regione ha varato un corposo piano occupazionale volto a colmare le carenze organiche stabili di medici, infermieri e operatori socio-sanitari, alternando procedure di stabilizzazione del personale precario a nuovi concorsi pubblici, oltre a garantire il turnover necessario a fronteggiare i pensionamenti.
In merito a questi risultati e alle scelte strategiche adottate, il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha commentato: «I numeri raccontano una storia che va oltre i bilanci. Raccontano una Regione che ha scelto di amministrare con rigore per restituire valore alle persone. Siamo passati dal disavanzo di 130 milioni di euro ereditato nel 2022 agli utili del 2023, 2024 e 2025. Risorse che non sono rimaste sulla carta, ma sono state interamente reinvestite nella sanità pubblica. Perché una gestione attenta dei conti significa poter acquistare nuove tecnologie, ammodernare le strutture, migliorare i servizi e garantire cure sempre più efficaci ai cittadini. Grazie agli avanzi di amministrazione abbiamo già destinato 154 milioni di euro al rafforzamento del nostro servizio sanitario. È la dimostrazione che il buon governo delle risorse pubbliche non è un fine, ma uno strumento per costruire una sanità più forte, più moderna e più vicina ai bisogni delle persone».
L’aspetto più rilevante legato al consolidamento dei segni positivi in bilancio risiede nella possibilità per la Pisana di richiedere al governo centrale la cessazione formale del commissariamento della sanità. Questo passaggio permetterà agli uffici regionali di riappropriarsi degli automatismi fiscali necessari a rimodulare le aliquote locali. L’uscita dalla procedura di rientro consentirà infatti di svincolarsi dalle rigide regole esterne imposte dai commissari, offrendo la facoltà di ridefinire la pressione tributaria attraverso interventi mirati sull’addizionale Irpef regionale, partendo proprio dalle fasce di reddito più basse e dai cittadini in condizioni di maggiore vulnerabilità economica. I tempi, i modi e l’entità di tali sgravi fiscali costituiranno l’oggetto principale dei tavoli tecnici nei mesi a venire.
Infine, il bilancio consolidato del 2025 delle aziende sanitarie laziale introduce un ulteriore elemento di novità sul piano della trasparenza amministrativa. Per la prima volta, quattro importanti realtà del sistema sanitario regionale, nello specifico l’Azienda sanitaria locale di Rieti, l’Azienda regionale emergenza sanitaria Ares 118, l’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani e l’Azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea, hanno ottenuto la certificazione ufficiale dei propri conti da parte di società esterne di revisione contabile.