
Roma, il grande caldo svuota la città e sul litorale arrivano i cani-bagnino
Le temperature eccezionalmente elevate degli ultimi giorni hanno spinto una grandissima quantità di cittadini romani a riversarsi in massa verso il litorale laziale, che durante lo scorso fine settimana è stato letteralmente preso d’assalto da chi cercava un po’ di refrigerio. All’interno della Capitale, l’atmosfera ricordava in tutto e per tutto quella tipica delle giornate di pieno agosto, caratterizzata da strade semivuote, un traffico automobilistico ridotto al minimo e pochissimi pedoni in circolazione nelle aree residenziali. L’unica vera eccezione a questo scenario desertico è stata registrata nel centro storico, che è rimasto popolato quasi esclusivamente da flussi di turisti stranieri, visibilmente affaticati e non abituati a far fronte a livelli di calore così intensi. Le previsioni meteorologiche indicano che la morsa del caldo non si allenterà nelle prossime ore, preannunciando una giornata odierna piuttosto complicata. Tuttavia, la ricorrenza festiva dei santi patroni Pietro e Paolo offrirà a molti la possibilità di concedersi un ulteriore momento di pausa, favorendo nuovi spostamenti di massa sia verso le località balneari sia verso le fresche alture della montagna a caccia di un po’ di sollievo.
Proprio in concomitanza con questo massiccio afflusso sulle spiagge, sul litorale hanno fatto la loro comparsa i cani da salvataggio, veri e propri assistenti a quattro zampe pronti a supportare le tradizionali attività di vigilanza e protezione dei bagnanti. Con l’avvio definitivo della stagione balneare, la necessità di garantire l’incolumità in acqua aumenta sensibilmente e un contributo fondamentale viene offerto dalle unità cinofile addestrate dalla Scuola italiana cani salvataggio, una realtà d’eccellenza che vanta oltre 35 anni di esperienza in questo specifico settore. Per la stagione corrente, il contingente operativo nella regione Lazio si è ulteriormente rafforzato, infatti alle 60 unità cinofile di volontari già attive sul territorio si sono aggiunti altri dieci binomi che hanno appena superato l’esame per ottenere il brevetto operativo. A livello nazionale questo vero e proprio esercito a sei zampe conta circa quattrocento unità attive da nord a sud, pronte a operare in stretta sinergia e sotto il coordinamento delle varie Capitanerie di Porto e della Guardia Costiera.
Questi splendidi animali sono addestrati per gestire scenari di grave emergenza e per soccorrere chiunque si trovi in condizioni critiche tra le onde. La loro eccezionale forza fisica consente loro di trainare contemporaneamente fino a tre persone oppure di rimorchiare un pattino di salvataggio, dimostrando un’incredibile versatilità che permette loro di intervenire anche lanciandosi da mezzi in movimento, come i gommoni o persino dagli elicotteri. La distribuzione delle postazioni di soccorso lungo le spiagge durante i fine settimana viene pianificata in base alle specifiche esigenze del momento, valutando fattori come le allerte meteo-marine, la presenza di correnti insidiose o lo svolgimento di manifestazioni sportive. Le razze predilette per questo tipo di impiego sono quelle che possiedono una naturale predisposizione per l’acqua, tra cui spiccano i terranova, i golden retriever, i labrador e i landseer, ma ottimi risultati si registrano anche con il cane d’acqua portoghese, una razza meno comune ma dotata di straordinarie capacità natatorie.
Il percorso formativo di questi animali richiede circa un anno di lavoro mirato, partendo da una preparazione a terra per abituare il cane a concentrarsi in contesti ricchi di distrazioni, per poi passare alle simulazioni pratiche in mare aperto per imparare a tuffarsi e a recuperare i bagnanti in difficoltà portando i galleggianti. Come spiega al Messaggero Roberto Gasbarri, presidente della sezione centro meridionale della SICS, il nodo principale è rappresentato dalla partnership tra l’animale e l’uomo: «L’intesa tra cane e conduttore è fondamentale, una relazione speciale basata sulla fiducia e su un costante addestramento che permette ai due di operare come una singola squadra di soccorso, coordinandosi per intervenire in sicurezza e salvare vite umane. Ma il lavoro svolto dall’unità cinofila non è limitato alle situazioni di emergenza poiché durante i pattugliamenti lungo il litorale svolgono un’importantissima azione di prevenzione e informazione sui corretti comportamenti da tenere in mare e sulla sicurezza ambientale, servendosi del potere attrattivo che il cane esercita su tutti, in particolare su ragazzi e bambini. »