Roma, è allarme per il consumo di droghe tra i minorenni

25/06/2026

La diffusione delle sostanze stupefacenti e delle nuove forme di dipendenza tra gli adolescenti italiani sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, modificando radicalmente lo scenario del disagio giovanile. Non si tratta più soltanto del consumo di sostanze tradizionali nei luoghi di aggregazione o durante i fine settimana, ma di una circolazione diffusa di ketamina, oppioidi sintetici, cannabinoidi ad altissimo potenziale e nuove molecole psicoattive, spesso reperite attraverso i canali della rete o assunte senza una reale consapevolezza della loro composizione e pericolosità. Questo panorama si arricchisce e si complica ulteriormente a causa della crescita esponenziale di altre forme di dipendenza legate all’universo tecnologico e finanziario, come il gaming compulsivo, il trading online, il gioco d’azzardo e dinamiche di isolamento sociale. Il sottosegretario Alfredo Mantovano, intervenendo alla presentazione della Relazione 2026 sulle dipendenze trasmessa in Parlamento dal Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha lanciato un monito chiarissimo: «Nessuna famiglia può considerarsi immune a questo fenomeno: coinvolge ragazzi sempre più giovani. Parliamo di numeri da pandemia, ma senza la stessa percezione dell’emergenza».

I dati statistici emersi dall’ultimo rapporto evidenziano un quadro particolarmente critico per la fascia d’età minorile, rivelando che nel corso del 2025 quasi 350mila studenti sul territorio nazionale hanno fatto uso di almeno una sostanza illegale, un dato che corrisponde a circa un giovane su quattro. La quota complessiva è passata nell’arco di dodici mesi dal 20% al 23%, toccando il 26% se si stringe il campo sulla fascia compresa tra i 15 e i 19 anni. Tra le diverse sostanze sul mercato, l’attenzione degli esperti si concentra oggi in modo particolare sulla cocaina, che è arrivata a rappresentare il 33% dei decessi complessivi legati agli stupefacenti e il 32% dei ricoveri in ambito ospedaliero. Per la prima volta nella storia recente del nostro Paese, questa sostanza ha superato l’eroina per numero di morti correlate. L’estensione del fenomeno è confermata anche dalle analisi ambientali, che hanno rintracciato residui di cocaina nelle acque di scarico di 38 centri urbani e persino all’interno dell’aria delle città. Nonostante una leggera diminuzione rispetto al 2024, la cannabis si conferma la sostanza maggiormente consumata dai giovani, mentre mostrano un trend opposto e in crescita la ketamina, gli stimolanti e gli oppioidi sintetici. Soltanto nell’ultimo anno il sistema di allerta nazionale ha individuato ben 92 nuove sostanze psicoattive, all’interno di un mercato complessivo che ha generato nel 2024 un giro d’affari stimato in 16 miliardi e 800 milioni di euro, accompagnato da un incremento dei prezzi al dettaglio per l’hashish, la marijuana e l’eroina brown.

Insieme alle problematiche connesse alle sostanze, si registra una crescita imponente delle dipendenze di natura digitale. Sono quasi 230mila gli studenti che manifestano un rapporto problematico con l’uso di internet, arrivando a compromettere le relazioni interpersonali, il rendimento scolastico e i normali ritmi del sonno pur di restare perennemente connessi alla rete. Il 47% del campione dichiara di essere stato vittima di episodi legati al cyberbullismo, mentre il 30% ammette di aver adottato condotte aggressive online. Uno degli aspetti più dolorosi di questa dinamica è rappresentato dagli hikikomori, ovvero quegli adolescenti che scelgono il ritiro sociale totale recidendo ogni ponte con il mondo esterno. Oltre 50mila ragazzi hanno riferito di non uscire di casa da più di sei mesi, abbandonando la scuola e le amicizie, a cui si aggiunge un ulteriore 2,5% della popolazione studentesca che si trova attualmente in una condizione di pre-ritiro.

La tecnologia ha aperto le porte anche a nuove forme di speculazione finanziaria tra i giovanissimi, con il 17% dei ragazzi che ha dichiarato di aver utilizzato piattaforme di trading online o di scommesse sportive, una percentuale che sale oltre il 26% se si considerano solo i maschi. Questo tipo di comportamento ricalca da vicino i meccanismi tipici del gioco d’azzardo, alimentandosi di adrenalina e della ricerca di un ritorno economico rapido attraverso il rischio costante. Proprio il gioco d’azzardo tradizionale e online tra i minorenni ha toccato i livelli più alti mai registrati dalle rilevazioni, con il 64% degli under 18 che ha tentato la fortuna almeno una volta nella vita e il 59% che lo ha fatto nell’ultimo anno, prediligendo i Gratta e Vinci, le scommesse sul calcio, il poker online e i dispositivi slot. Per rispondere a questa complessa transizione, l’esecutivo sta potenziando gli strumenti di contrasto e prevenzione, con la premier Giorgia Meloni che ha annunciato l’adozione di un nuovo Piano nazionale sulle dipendenze. Gli stanziamenti per l’anno 2025 superano i 160 milioni di euro per il potenziamento dei SerD, affiancati dall’attivazione di un apposito Numero Verde Dipendenze gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, che offre un servizio gratuito e anonimo di supporto per orientare i cittadini di fronte alle nuove e vecchie fragilità.

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