
Caldo estremo, in arrivo una nuova intensificazione delle temperature
L’Europa occidentale si ritrova stretta nella morsa di un’ondata di calore senza precedenti storici recenti, guidata da una potente bolla di alta pressione africana nota agli esperti come blocco Omega. Questa configurazione meteorologica sta assediando il continente ormai da quasi due settimane, facendo registrare picchi termici eccezionali in nazioni solitamente abituate a climi ben più miti. Nel Regno Unito la capitale ha toccato la soglia dei 36 gradi e le previsioni del servizio meteorologico nazionale ipotizzano che si possano sfiorare i 39 gradi, una situazione talmente critica da aver già imposto la chiusura di migliaia di istituti scolastici. La fiammata africana non si fermerà comunque a occidente, ma si sta muovendo progressivamente verso i territori orientali, minacciando di portare temperature vicine ai 40 gradi anche in metropoli come Berlino e Varsavia.
Nel territorio italiano lo scenario si fa più pesante giorno dopo giorno, con un ampliamento costante dell’elenco delle città contrassegnate dal bollino rosso da parte del ministero della Salute. Le aree urbane in massima allerta sono salite a 17, includendo grandi centri e capoluoghi da nord a sud come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Torino e Venezia, a cui si aggiunge nelle prossime ore anche Genova per un totale di diciotto città in emergenza. La gravità della situazione ha spinto i vertici governativi a convocare un incontro ufficiale per coordinare le azioni di contrasto agli effetti del clima. Il ministro Orazio Schillaci ha sottolineato la delicatezza del momento: «C’è grande attenzione. Abbiamo un elenco con delle indicazioni chiare. Dobbiamo tutelare le persone più fragili, gli anziani ed i bambini». Purtroppo si contano già le prime vittime sul territorio nazionale, con cinque decessi registrati in varie regioni in cui il fattore climatico potrebbe aver avuto un ruolo decisivo. Tra questi si registrano i drammatici casi di un operaio in Veneto e di un agricoltore nel piacentino, colti da malore durante l’attività lavorativa, oltre a decessi improvvisi avvenuti in un cimitero in Lombardia, su una spiaggia abruzzese e tra i senza fissa dimora a Napoli.
Il termometro ha superato la soglia dei 41 gradi in diverse aree della Pianura Padana e della Toscana, e l’afa si prepara a estendersi con forza anche alle regioni meridionali, fino a ora parzialmente protette. Il meteorologo Gianni Messeri ha confermato il cambio di passo stagionale: «Finora il meridione è stato praticamente risparmiato dal caldo afoso. Da venerdì si apre una fase nuova, con temperature estreme anche in quelle zone, pur mantenendosi elevate al Centro-Nord». I disagi stanno colpendo duramente anche il settore culturale e il turismo; a Firenze il celebre museo degli Uffizi ha dovuto limitare gli ingressi e bloccare la vendita dei biglietti per un guasto all’impianto di refrigerazione, mentre a Roma si corre ai ripari installando sistemi di nebulizzazione artificiale per dare sollievo ai visitatori nei pressi del Colosseo e lungo via dei Fori Imperiali.
Un fronte particolarmente critico riguarda il mondo della scuola, dove si stanno svolgendo le prove della maturità in aule spesso prive di adeguata ventilazione. Le testimonianze descrivono scene difficili con studenti colti da malori improvvisi a causa delle temperature insostenibili. Sulla questione è intervenuto Attilio Fratta, presidente nazionale di Dirigentiscuola: «Abbiamo casi di ragazzi che collassano in classe. Le condizioni in cui si stanno affrontando le prove di maturità in diversi istituti sono insostenibili. Serve un piano per munire le scuole di impianti di climatizzazione, e non parlo soltanto degli istituti superiori: i medesimi problemi si avvertono ovunque, a partire dall’infanzia che prosegue fino a fine giugno». Alcuni comuni hanno cercato di rimediare distribuendo condizionatori mobili negli asili, mentre in altre località i sindaci hanno firmato ordinanze per anticipare l’orario di uscita dei bambini al fine di evitare le ore più calde della giornata.
Questa crisi climatica sta accomunando l’intera popolazione europea, spingendo anche i paesi settentrionali a fare i conti con problematiche storicamente inedite. In Francia si è aperto un acceso dibattito sull’opportunità di incrementare l’uso dei condizionatori, spesso ostacolati da riserve culturali, e si valutano persino deroghe all’abbigliamento formale negli uffici pubblici. Accanto ai problemi di costume si registrano forti rallentamenti alla rete ferroviaria sia in territorio francese sia nel Regno Unito, a causa della deformazione dei binari. I dati statistici tracciano un quadro impressionante, con quasi cento milioni di cittadini europei costretti a convivere con temperature superiori ai 35 gradi.