
L’Italia brucia tra l’emergenza litorale e l’allarme WWF
«Non basta più rincorrere le fiamme, serve la prevenzione»
Una domenica di fuoco ha paralizzato Roma e la sua provincia, tra abitazioni minacciate e trasporti in tilt. Un copione che si ripete su scala nazionale: secondo il nuovo report del WWF, gli ettari andati in fumo sono aumentati del 133%.
ROMA – Un litorale assediato dal fumo, la linea ferroviaria per Napoli bloccata e il traffico sulle grandi arterie stradali in tilt. È il bilancio di una tragica domenica di emergenza che ha visto vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei impiegati senza sosta nella Capitale e nei comuni della provincia romana. Un quadro critico che rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un’emergenza nazionale ed europea sempre più strutturale, come confermato dai drammatici dati diffusi dal WWF Italia.
Il weekend di fuoco nel Lazio: dalla costa ai binari
Il fronte più critico si è aperto a Cerveteri, dove un maxi incendio alimentato da forti raffiche di vento si è spinto a ridosso delle case nelle zone di via del Ovile e limitrofe, costringendo la sindaca Elena Gubetti a chiedere ai residenti di rinchiudersi in casa per il fumo e lanciare l’allarme. Sul posto sono dovuti intervenire elicotteri e Canadair per supportare i soccorsi da terra.
La giornata ha registrato roghi a catena in tutto il territorio provinciale:
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Ardea e la via Pontina: Fiamme e denso fumo sulle sterpaglie all’altezza di via Strampelli hanno invaso la carreggiata verso Latina, causando lunghe code.
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Trasporti bloccati: La circolazione sulla linea ferroviaria Roma-Napoli (via Formia) è stata sospesa nel pomeriggio tra Sessa Aurunca e Villa Literno per un rogo a ridosso dei binari.
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Da Santa Marinella a San Basilio: Fiamme in zona Poggio Bellavista a Santa Marinella, mentre nella Capitale le squadre di soccorso hanno dovuto domare un vasto incendio in via del Casale di San Basilio (ex ristorante Fico d’India), affiancato da roghi a Marco Simone (Guidonia) e nei vigneti di Monte Compatri.
La fotografia del WWF: un’emergenza europea
L’emergenza laziale è il riflesso di un fenomeno che sta devastando l’intero continente. Secondo il recente report del WWF Italia – intitolato “È stata la mano dell’uomo. Cambiare strategia per prevenire gli incendi estremi” – nel nostro Paese sono già andati in fumo 70.000 ettari (l’equivalente di circa 100.000 campi da calcio), segnando un aumento del 133% rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Quasi un terzo dei roghi ha colpito direttamente aree protette.
La situazione risulta drammatica in tutta Europa, dove si contano oltre 435.000 ettari bruciati e centinaia di migliaia di sfollati, in particolare tra Spagna (219.000 ettari) e Francia (91.000 ettari).
«Ogni estate assistiamo allo stesso copione: territori devastati, comunità evacuate, biodiversità distrutta e costi economici enormi», denuncia Edoardo Nevola, Responsabile Foreste del WWF Italia. «Non possiamo più limitarci a rincorrere gli incendi e privilegiare la soppressione: la vera sfida è impedire che diventino incontrollabili, intervenendo prima che si sviluppino».
CONCLUSIONI
Quanto impatta sul nostro ambiente?
L’impatto degli incendi sulla natura e sulla salute pubblica è devastante e multilivello:
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Perdita irreversibile di biodiversità: Un terzo delle aree colpite in Italia appartiene a parchi e riserve naturali. La distruzione degli habitat mette a rischio specie animali e vegetali protette, azzerando ecosistemi complessi che impiegano decenni per rigenerarsi.
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Aggravamento della crisi climatica: La combustione di migliaia di ettari di bosco e macchia mediterranea rilascia in atmosfera enormi quantità di CO₂ e polveri sottili (PM10 e PM2.5), trasformando i polmoni verdi del Paese da “assorbitori di carbonio” ad agenti inquinanti.
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Dissesto idrogeologico e degrado del suolo: I terreni percorsi dal fuoco perdono la loro capacità di assorbire l’acqua piovana, aumentando drasticamente il rischio di frane, alluvioni e desertificazione durante i fenomeni atmosferici estremi autunnali.
Cosa serve subito in Italia per fermare i roghi
Per interrompere questa catena di emergenze estive, il WWF individua una strategia chiara: passare dalla cultura del solo “intervento di spegnimento” a quella della prevenzione strutturale. Le 10 priorità per le istituzioni italiane comprendono:
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Pianificazione e gestione forestale sostenibile: Curare la vegetazione e ridurre il carico di combustibile secco lungo le zone d’interfaccia (come strade, binari e confini urbani).
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Aggiornamento e piena operatività dei Piani AIB: Rendere trasparenti, aggiornati e operativi i Piani Antincendio Boschivo in tutti i Comuni e le Regioni.
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Monitoraggio e sorveglianza sul territorio: Aumentare i controlli, i divieti e le sanzioni per contrastare l’incuria e l’azione dolosa o colposa dell’uomo, responsabile della quasi totalità degli inneschi.
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Investimenti mirati e coordinamento: Aumentare le risorse finanziarie per la prevenzione e rafforzare la sinergia tra i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, gli Enti Parco e le comunità locali.
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Coinvolgimento della cittadinanza: Promuovere la sensibilizzazione delle comunità residenti nelle aree a rischio per adottare comportamenti corretti durante le stagioni secche.