
Roma, è emergenza insegnanti per le scuole dell’infanzia
Il sistema scolastico della Capitale si trova ad affrontare una situazione complessa, caratterizzata da numeri che evidenziano una dipendenza ormai strutturale dal personale precario. Nel corso di un solo anno scolastico, precisamente quello relativo al periodo 2025/2026, si sono registrati oltre centomila contratti di supplenza brevi o giornalieri attivati tra i nidi e le scuole dell’infanzia comunali. Questa enorme mole di sostituzioni è emersa chiaramente durante l’ultimo tavolo di confronto tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione capitolina, confermando come il ricorso continuo ai supplenti sia l’unico modo per far fronte alle assenze fisiologiche del personale educativo e docente che si verificano quotidianamente nelle strutture romane. A questa situazione si aggiunge una falla significativa nella dotazione organica teorica prevista per il triennio 2026-2028, che stima una mancata copertura di ben 176 insegnanti della scuola dell’infanzia rispetto alle reali necessità del territorio.
Per tentare di arginare i disagi e garantire la continuità del servizio educativo nella fascia di età 0-6 anni, Roma Capitale ha introdotto di recente i nuovi interpelli municipali. Questo provvedimento, approvato tramite la delibera numero 104, cancella definitivamente il vecchio meccanismo delle Messe a Disposizione. Al loro posto vengono istituiti 15 elenchi municipali ai quali potranno iscriversi i supplenti, inclusi coloro che in precedenza offrivano la propria disponibilità tramite le vecchie modalità. L’amministrazione ha comunque precisato che l’utilizzo di questi nuovi elenchi avrà una natura prettamente residuale, poiché si attiveranno soltanto dopo l’avvenuto esaurimento delle Graduatorie capitoline per le supplenze. Attualmente si contano circa 1600 domande presentate per la nuova graduatoria, divise tra 650 insegnanti abilitati e 950 profili provenienti dalla graduatoria dei nidi. Si tratta di cifre importanti che tuttavia rischiano di non essere sufficienti a coprire il massiccio fabbisogno che si manifesta regolarmente durante l’anno.
Il nuovo modello centralizzato dal Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione professionale di Roma Capitale introduce una novità rilevante, permettendo ai candidati di selezionare uno o più municipi di preferenza e superando la precedente frammentazione in cui i singoli territori gestivano in autonomia i propri elenchi. Nel frattempo, per rimediare alla carenza strutturale emersa dai dati del Piano Integrato di Attività e Organizzazione, il Comune ha pianificato alcune contromisure per ridurre i posti vacanti. Una parte della lacuna verrà colmata attraverso il riallineamento professionale di settanta educatrici, ancora da individuare, che sono già in possesso del titolo abilitante e che effettueranno il passaggio formale al ruolo di insegnante dell’infanzia. Per la quota restante di posti scoperti, l’amministrazione capitolina ha manifestato l’intenzione di bandire prossimamente un concorso pubblico mirato alla copertura di ottanta posizioni a tempo indeterminato. Nonostante queste manovre correttive, il quadro generale rimane fortemente segnato dalla precarietà, spingendo i rappresentanti dei lavoratori a richiedere con urgenza una maggiore stabilità occupazionale tramite un piano straordinario di assunzioni stabili.