
Sciopero treni 11 giugno revocato: trovato l’accordo al Ministero
La mobilitazione nazionale del settore ferroviario che rischiava di paralizzare i collegamenti della penisola è stata ufficialmente congelata. I sindacati confederali di categoria hanno infatti deciso di sospendere lo sciopero previsto per la giornata di giovedì 11 giugno, una decisione maturata al termine di un delicato e decisivo tavolo di confronto svoltosi presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. All’incontro istituzionale, presieduto dal viceministro Edoardo Rixi, hanno preso parte i rappresentanti delle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti e Fast, i quali hanno accolto positivamente le rassicurazioni fornite dai vertici del dicastero in merito alle modalità di gestione dei futuri appalti.
La protesta era stata proclamata in modo unitario per esprimere la netta contrarietà delle parti sociali nei confronti del bando di gara per l’affidamento dei servizi Intercity, originariamente strutturato secondo una logica di frammentazione delle tratte. I rappresentanti dei lavoratori temevano che la suddivisione del servizio potesse compromettere gli standard qualitativi e la tenuta occupazionale del comparto. Tuttavia, la convocazione urgente presso il ministero ha permesso di riaprire il dialogo e di trovare un punto di convergenza strategico, scongiurando i pesanti disagi che si sarebbero abbattuti sui passeggeri e sui pendolari dell’intera rete ferroviaria nazionale.
Nel corso della riunione, il viceministro ha ribadito la posizione dell’esecutivo, definendo il superamento della precedente impostazione della gara come un obiettivo condiviso tra le istituzioni e le parti sociali. Gli esponenti governativi hanno spiegato che la struttura iniziale del bando, basata su tre lotti separati e non equivalenti, derivava da una programmazione ereditata dalle passate gestioni amministrative. I tecnici ministeriali si sono messi al lavoro per rimodulare l’intero impianto normativo della gara, accogliendo la richiesta sindacale di optare per un modello centralizzato e unificato, giudicato più efficiente ed economicamente conveniente per il sistema Paese.
La decisione del ministero di sposare la linea del lotto unico nazionale risponde alle preoccupazioni sollevate dai sindacati, che considerano questa formula l’unico strumento idoneo a garantire l’universalità, l’efficienza e la qualità del trasporto pubblico. Secondo la visione dei rappresentanti dei lavoratori, il mantenimento di un’unica gestione integrata permette di salvaguardare la coesione territoriale e i livelli occupazionali, assicurando il diritto fondamentale alla mobilità anche all’interno di quelle aree geografiche che non risultano coperte dalle linee dell’alta velocità. Al contrario, una frammentazione del servizio avrebbe rischiato di penalizzare la continuità delle tratte e le tutele contrattuali del personale. Con la formalizzazione di questo impegno programmatico, le sigle sindacali hanno espresso soddisfazione per l’apertura dimostrata dall’amministrazione e hanno scelto di revocare l’agitazione, ripristinando la regolare circolazione dei treni.