
Il “Mare a Roma” alla Fonderia delle Arti, un laboratorio teatrale sperimentale
Il panorama culturale della Capitale si arricchisce di un nuovo e interessante appuntamento dedicato alla ricerca drammaturgica e alla formazione dei giovani talenti. Nelle serate di venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026, a partire dalle ore 21, gli spazi della Fonderia delle Arti situati in via Assisi ospiteranno la messinscena intitolata “Il Mare a Roma”. Questo spettacolo rappresenta l’atto conclusivo di un articolato progetto di laboratorio teatrale. L’iniziativa è stata promossa attivamente da Roma Capitale attraverso l’Assessorato alla Cultura e il Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. Il progetto ha inoltre ottenuto un importante riconoscimento, risultando vincitore dell’avviso pubblico curato dal Dipartimento Attività Culturali per la concessione di contributi a sale teatrali private con capienza inferiore ai cento posti, una misura volta a sostenere la ricerca e la sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione per la stagione 2025/26.
L’opera che si appresta a debuttare davanti al pubblico romano non è un elemento isolato, ma costituisce l’ultimo tassello di un cammino triennale focalizzato sull’esplorazione dei miti. Questo viaggio artistico ha precedentemente attraversato le tappe di Antigone Oggi e Ulisse Oggi, strutturando un vero e proprio trittico degli archetipi del mito in cui ogni fase ha inteso interrogare un aspect profondo della condizione umana. Se con la figura di Antigone la riflessione si concentrava sulla coscienza individuale opposta al potere costituito, e con Ulisse si esplorava l’insaziabile desiderio umano di conoscenza, questa nuova produzione sposta l’asse della riflessione sul simbolismo acquatico. Il regista Attilio Fontana ha voluto delineare gli obiettivi di questa evoluzione tematica: «con il mare raccontiamo il viaggio interiore, l’incontro con lo straniero e la scoperta dell’altro come specchio di sé».
Sotto la guida attenta degli acting coach Paolo Gasparini e Tommaso De Santis, e con la direzione registica dello stesso Fontana, i giovani interpreti porteranno sul palcoscenico i grandi classici del teatro legati agli archetipi marini. Lo spazio scenico si trasforma così in una zona di incontro in cui il mondo antico e la sensibilità contemporanea si fondono, dimostrando come le passioni, le paure e le speranze dell’essere umano appartengano a ogni tempo storico. In un contesto sociale in cui la figura del diverso viene spesso strumentalizzata da retoriche demagogiche, l’esperienza di questo laboratorio teatrale ha scelto deliberatamente di percorrere la strada dell’empatia. Per la cultura greca lo straniero, espresso con il termine xénos, era considerato un dono degli dèi e un portatore di rinnovamento, trasformazione e scambio costruttivo.
Il viaggio di scoperta che ogni interprete ha compiuto a bordo della grande nave dell’arte e dell’immaginazione trova il suo porto naturale nello spazio del palcoscenico. Questo appuntamento non deve essere considerato come una conclusione definitiva, quanto piuttosto come un momento di apertura in cui il lavoro identitario si offre alla platea per mutarsi in un’emozione collettiva e condivisa. Per quanti desiderano partecipare a queste serate a ingresso libero, data la capienza limitata della sala teatrale, la prenotazione tempestiva resta fortemente consigliata per assicurarsi l’accesso.