
Roma, trionfo per Tiziano Ferro all’Olimpico. E stasera si replica
Se il dubbio di essere davvero un grande della musica italiana albergava nella mente di Tiziano Ferro, a spazzarlo via definitivamente ci hanno pensato i 60mila spettatori che hanno gremito lo Stadio Olimpico di Roma in occasione del primo dei due concerti capitolini del cantautore di Latina. Al centro del palco, con un completo elegante e un microfono ad archetto, l’artista ha aperto lo show intonando i versi del brano che dà il titolo al suo ultimo progetto discografico, dando inizio a una serata che si è rivelata un vero e proprio abbraccio terapeutico da parte del suo pubblico di casa. Questo bagno di folla era estremamente necessario per ridare piena fiducia e vigore alla voce di Sere nere, dopo un debutto stagionale che era stato segnato da alcune critiche e commenti velenosi apparsi sulle piattaforme social all’indomani della data zero a Lignano. In quell’occasione molti utenti avevano evidenziato presunti cali vocali, lasciandosi andare anche a giudizi ingenerosi sulla forma fisica del cantautore, nonostante i 400mila biglietti già venduti complessivamente per l’intero tour negli stadi.
L’artista sembra aver voluto rispondere con ironia e fermezza a quelle critiche proprio all’inizio dello spettacolo, volteggiando sul palco con una mazza da baseball sulle note di Cuore rotto, il singolo che ha anticipato l’uscita del nuovo album. La tappa romana ha rappresentato un traguardo storico per la carriera del musicista di Latina, che ha celebrato il suo decimo concerto in assoluto all’interno dell’arena capitolina dal lontano giugno del 2009. Per festeggiare l’evento sono saliti sul palco due ospiti d’eccezione e grandi amici del cantante. Il primo a fare il suo ingresso è stato Achille Lauro, con cui Ferro ha condiviso l’esecuzione di Non me lo so spiegare e Incoscienti giovani. Subito dopo la performance l’artista ha voluto dedicare un bellissimo attestato di stima al collega affermando che «Un altro come lui che ha scritto queste cose non c’è, gli passo il testimone». Poco dopo è stato il turno della straordinaria voce di Giorgia, definita la regina, con la quale ha cantato Superstar in quello che lo stesso padrone di casa ha descritto come «Il sogno di una vita».
La ricca scaletta ha ripercorso oltre vent’anni di una fortunata carriera musicale seguendo una linea guida molto chiara, incentrata sull’esecuzione quasi esclusiva delle sue più grandi hit storiche. Lo show dal sapore antologico ha attraversato tutte le diverse fasi evolutive della sua parabola artistica, a partire dagli esordi caratterizzati dalle sonorità R&B americane fino alla piena maturità interpretativa. Non sono mancate divertenti incursioni nello swing e nella musica dance, oltre a un emozionante omaggio piano e voce dedicato alla memoria di Raffaella Carrà. Anche se l’unico accenno malinconico legato alla recente fine del suo matrimonio è arrivato durante l’esecuzione di Accetto miracoli, cantata con comprensibile commozione, il concerto ha subito ritrovato una sferzata di straordinaria energia ed entusiasmo nel gran finale collettivo. Roma ha risposto con tutto il suo immenso calore, confermando quel legame indissolubile nato venticinque anni fa ai tempi dell’esordio. Un affetto travolgente che ha spinto il cantautore a congedarsi dal palco con una bellissima dichiarazione d’amore: «La carriera può anche finire, ma Roma rimarrà per me un sostegno enorme».