
Piano Roma Notte, progetto da 70 milioni di euro per illuminare la Capitale
Le notti estive romane sono storicamente caratterizzate dal sommesso rumore delle chiacchiere in piazza, dallo scorrere dell’acqua dai tradizionali nasoni e dal riverbero dei lampioni sui sampietrini che rivestono le strade del centro. Illuminare la Capitale durante le ore notturne non è soltanto un’operazione finalizzata a esaltare la straordinaria bellezza dei suoi monumenti e delle sue fontane di marmo, ma rappresenta anche una precisa strategia per rendere la città decisamente più fruibile e sicura per chi si sposta a piedi verso casa. Proprio su questo doppio binario, estetico e funzionale, si sviluppa l’intesa siglata dal sindaco capitolino Roberto Gualtieri e dal prefetto Lamberto Giannini. Il progetto, battezzato Piano Roma Notte, mette sul piatto un investimento imponente da ben 70 milioni di euro, gestito dal Campidoglio attraverso la società Areti, che già in passato ha collaborato con Acea per il restauro illuminotecnico e la pulizia dei monumenti storici romani.
Il primo cittadino ha illustrato la portata dell’intervento spiegando che «Abbiamo già iniziato in queste settimane un grande lavoro di potenziamento dell’illuminazione», ridefinendo così il concetto stesso di vivibilità notturna all’aperto all’interno di una metropoli costantemente attraversata da imponenti flussi turistici. I dati complessivi del piano delineano una trasformazione radicale che coinvolgerà 745 strade e oltre 10mila punti luce in tutto il territorio comunale. Al momento si contano già 22 cantieri conclusi e più di duecento progetti esecutivi pronti a partire, molti dei quali dedicati a portare la luce laddove finora è totalmente mancata. L’amministrazione punta con decisione a un rilancio del tessuto urbano nelle ore più buie, come confermato dallo stesso sindaco: «Vogliamo una città viva tutto il giorno». Secondo la visione del Campidoglio, il contrasto alla criminalità e al degrado non passa solo attraverso la repressione, ma richiede una riappropriazione sociale degli spazi pubblici. Gualtieri ha infatti chiarito: «L’obiettivo è quello di rafforzare la presenza pubblica nello spazio urbano attraverso controlli, ma anche cura, servizi, presidi sociali, occasioni di convenienza civile perché la percezione di rischio cresce quando le strade, le piazze, i luoghi della città diventano solo spazi di passaggio, anonimi e privi di relazione».
Dal punto di vista prettamente tecnico, il nucleo della riforma prevede la sostituzione dei vecchi impianti a led di prima generazione con nuovi dispositivi ad altissima efficienza energetica. Questa transizione tecnologica permetterà di aumentare la potenza luminosa dei lampioni di circa il trenta per cento, innalzando il flusso luminoso dagli attuali ottomila lumen a oltre 10.400 lumen. I residenti del quartiere di San Lorenzo, in particolare nella zona di via dei Sardi, possono già toccare con mano i primi risultati di questo cambiamento. Il piano prevede una cura intensiva nelle aree tradizionalmente considerate più sensibili o critiche dal punto di vista della sicurezza, tra cui Trastevere e lo stesso San Lorenzo. Tra gli interventi strutturali più significativi figura la chiusura definitiva di sei sottopassi cittadini, anfratti che l’assenza di luce naturale trasformava regolarmente in aree ad alto rischio. Il prefetto Giannini ha espresso pieno sostegno a questa operazione di bonifica dei coni d’ombra, evidenziando come l’illuminazione pubblica costituisca da sempre una forma sussidiaria di sorveglianza continua. Una maggiore luminosità verrà garantita non solo attorno alle grandi stazioni ferroviarie e ai nodi della metropolitana, ma anche nei parcheggi, alle fermate dei mezzi pubblici, nei parchi e in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, a totale beneficio della sicurezza stradale.
Il prefetto ha definito questo approccio integrato come il «modello vincente di sicurezza», ribadendo che le attività di svago e il divertimento notturno «non devono essere associati automaticamente a un’accezione negativa di mala movida». Secondo Giannini, le dinamiche della notte non possono essere gestite unicamente con un approccio poliziesco: «Non sono fenomeni che si possono governare solo con un’attività di controllo e di repressione, ma sono dei fenomeni che vanno accompagnati per poter essere meglio gestiti». Su questo tema, la visione della prefettura coincide perfettamente con quella del comune, tanto che i due rappresentanti istituzionali hanno ribadito all’unisono: «I giovani vogliono vivere la notte e devono poterlo fare».
Per supportare concretamente i ragazzi e favorire un rientro sicuro a casa, il Piano Roma Notte prevede inoltre l’attivazione di 6 nuove linee di autobus notturni denominate Come Back Home. Si tratta di vetture circolari da 12 metri che collegheranno il centro storico con le zone periferiche, offrendo la possibilità di attivare le fermate su esplicita richiesta dei passeggeri. Parallelamente, i gestori dei locali pubblici e delle sale da ballo potranno sottoscrivere specifici protocolli con la questura per garantire un’illuminazione adeguata sia nei corridoi interni sia nei percorsi pedonali che conducono alle aree di sosta dei taxi o dei bus. Questa nuova veste luminosa rappresenta anche un invito implicito a riscoprire il fascino della Città Eterna durante la stagione estiva. La correlazione tra luce e sicurezza urbana si conferma dunque fondamentale, rievocando le celebri pagine che Victor Hugo dedicò alla modernizzazione di Parigi, descrivendo l’introduzione dei lampioni come un fondamentale atto di civiltà e di bonifica morale del territorio.