
Roma, fermata la banda che truffava gli anziani: 10 arresti
Una complessa struttura criminale organizzata come una vera e propria azienda del malaffare è stata smantellata grazie a un’articolata indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Tivoli. Il centro nevralgico di questa rete, specializzata nel colpire le fasce più deboli della popolazione, era situato in un bed and breakfast nel cuore di Napoli, trasformato in un call center operativo da cui venivano coordinati colpi in diverse province italiane, inclusa quella di Roma. L’operazione si è conclusa con l’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari, portando in carcere cinque persone e altrettante ai domiciliari. Gli indagati, tra cui nove uomini e una donna di età compresa tra i 26 e i 59 anni, appartengono a tre nuclei familiari che si dividevano i compiti logistici, dalla gestione delle auto a noleggio alla fornitura di cellulari per i complici sul campo. Le accuse mosse dalla procura di Tivoli sono gravissime e riguardano l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione aggravata, con un totale di centosedici episodi contestati per un valore complessivo che sfiora i cinquecentomila euro.
Il procuratore Andrea Calice, insieme ai vertici dell’Arma di Frascati e Tivoli, ha illustrato come la rete fosse dotata di operatori telefonici altamente addestrati. Questi soggetti utilizzavano tecniche manipolatorie per terrorizzare le vittime, fingendo spesso un forte raffreddore per camuffare la voce e farsi passare per figli o nipoti in imminente pericolo. Il meccanismo prevedeva poi l’invio di trasfertisti che interpretavano il ruolo di marescialli o direttori delle poste per ritirare il bottino. La genesi dell’inchiesta risale a due arresti avvenuti a Guidonia nell’estate del 2022, quando una coppia era stata fermata subito dopo aver sottratto denaro a una donna anziana. Da quel momento, attraverso l’analisi di chat e intercettazioni ambientali, è emersa una gerarchia rigida in cui i vertici imponevano regole ferree. I capi dell’organizzazione, come sottolineato dagli inquirenti, vantavano un’alta capacità criminale e non mostravano alcuno scrupolo, arrivando persino a deridere le vittime durante i loro pianti disperati.
Le intercettazioni hanno svelato dettagli interessanti anche sui rapporti interni alla banda. Mentre i vertici dell’organizzazione accumulavano ricchezze tali da permettersi viaggi di lusso a Parigi con ingenti somme di denaro contante, molti di loro risultavano ufficialmente percettori di sussidi statali. La base operativa è stata scoperta in piena attività dai carabinieri, che sono riusciti a recuperare elenchi telefonici e appunti nonostante i tentativi degli indagati di bruciare le prove durante il blitz. L’efficacia dell’indagine è stata garantita anche dall’utilizzo di un database creato appositamente dai militari per monitorare l’escalation delle truffe, permettendo di incrociare i dati e riconoscere un unico schema d’azione dietro i numerosi colpi denunciati sul territorio nazionale.
M.M.