
Ostia, abbattuto il lido dei clan: ruspe al lavoro all’ex Village
La rinascita del litorale romano passa per il rumore delle ruspe e il crollo dei manufatti abusivi che per troppo tempo hanno occultato l’orizzonte sul lungomare Paolo Toscanelli. In un momento di profonda trasformazione per Ostia, l’abbattimento delle strutture illegali presso lo stabilimento ex Village segna un punto di non ritorno nella gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Grazie all’intervento dei vigili del fuoco e al coordinamento delle istituzioni, l’area sta subendo una bonifica radicale che non riguarda solo il cemento, ma l’intero paradigma di fruizione del demanio pubblico. Mario Monge, alla guida della cooperativa sociale Il Melograno, osserva con soddisfazione l’apertura di nuovi varchi visivi verso la costa: «ora da più parti si può finalmente scorgere il mare». La sua realtà coordina un raggruppamento di imprese che si è aggiudicato la gestione di questo spazio simbolo, con l’obiettivo di trasformarlo in un esempio di integrazione e trasparenza.
Il processo di pulizia è considerato una condizione essenziale per qualunque velleità di ripartenza. Secondo i responsabili del progetto, per restituire dignità al luogo è fondamentale che ogni traccia di illegalità venga rimossa in modo definitivo. Per Monge, questo rappresenta un vero e proprio punto di partenza per il litorale: «per rinascere davvero, questo posto ha bisogno che sia tutto pulito, che non siano strutture illegali». Nonostante la cooperativa non vanti una lunghissima storia nella gestione balneare tradizionale, l’esperienza trentennale nel campo del sociale garantisce una visione che va oltre il semplice profitto stagionale. L’intento dichiarato, in sinergia con il dipartimento patrimonio del comune di Roma, è quello di creare un lido accessibile che non diventi un ambiente isolato per categorie specifiche, ma un luogo di aggregazione aperto a tutta la cittadinanza. Monge precisa infatti che l’obiettivo è farne «un modello di gestione dei lidi per disabili, senza farlo diventare un ghetto ma un luogo con servizi aperto a tutti».
La demolizione delle 70 cabine e dei volumi irregolari ha anche un risvolto pratico immediato, aumentando la superficie di arenile disponibile per i bagnanti. Con la rimozione degli ingombri, si stima che la spiaggia potrà ospitare almeno duecento tra lettini e ombrelloni, garantendo i servizi essenziali in tempi brevi. Durante le operazioni sul campo, la presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del prefetto Lamberto Giannini ha confermato l’importanza politica dell’intervento. Giannini ha voluto evidenziare il valore del recupero della legalità, sottolineando come si stia operando per restituire ai romani beni che erano finiti nelle mani sbagliate. Il prefetto ha dichiarato: «oggi è un momento molto importante, desidero ringraziare il Comune, il Municipio, le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco che con i loro mezzi stanno proseguendo con gli abbattimenti; stiamo procedendo verso il recupero della legalità».
Anche il primo cittadino ha espresso grande determinazione nel proseguire su questa strada, puntando sulla restituzione della bellezza naturale ai romani e sulla trasparenza amministrativa. Indossando i panni del sopralluogo tecnico, Gualtieri ha affermato: «andiamo avanti con determinazione per la trasparenza e la legalità, restituiamo la bellezza del mare di Roma ai cittadini. Oggi voltiamo pagina». Gli uffici competenti hanno lavorato alacremente per mappare le discrepanze tra lo stato dei luoghi e le planimetrie demaniali, risolvendo situazioni di occupazione abusiva che perduravano da tempo. Solo pochi mesi prima della demolizione, l’area era stata oggetto di sgomberi necessari per allontanare chi occupava le strutture fatiscenti. La nuova gestione si prepara ora a una stagione di duro lavoro, con un organico che vede il coinvolgimento diretto di lavoratori svantaggiati, confermando che la rinascita di Ostia può e deve avere una forte vocazione sociale e inclusiva.