
Roma, notaio rinviato a giudizio per peculato: sottratti 5 milioni di euro ai clienti
La Procura di Roma ha recentemente concluso una complessa attività investigativa che vede come protagonista un professionista romano di cinquantasei anni, E.B., accusato di aver gestito in modo illecito una fortuna accumulata ai danni dei propri assistiti. Il bilancio complessivo delle sottrazioni ammonta a circa 5 milioni di euro, una cifra esorbitante derivante dalla sistematica appropriazione di somme destinate al pagamento di imposte di registro, tasse catastali e ipotecarie, oltre a depositi e liquidazioni legate a crediti di imposta. Il quadro delineato dagli inquirenti descrive un sistema collaudato che ha coinvolto un totale di 41 vittime, rimaste intrappolate in un meccanismo di gestione del denaro che avrebbe dovuto essere garantito dalla pubblica funzione del professionista.
Il caso è esploso mediaticamente a seguito della denuncia presentata da un cittadino di 74 anni residente nel quartiere Testaccio, il quale ha visto svanire centomila euro derivanti dalla compravendita della propria abitazione situata in via Nicola Zabaglia. Quella che sembrava essere una singola anomalia si è trasformata in un’inchiesta di vasta portata che ha svelato un disegno criminoso reiterato nel tempo. Le indagini hanno permesso di ricostruire minuziosamente il giro d’affari illecito svoltosi in un arco temporale compreso tra il 2022 e il 2024.
Le ripercussioni della condotta del professionista non hanno colpito solo i privati cittadini, ma hanno coinvolto istituzioni di rilievo come l’Agenzia delle Entrate e il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, che figurano tra le parti offese nel procedimento. Già nel dicembre del 2024, l’ordine professionale aveva adottato provvedimenti drastici nei confronti dell’uomo, disponendo la sua radiazione e la sospensione cautelare dalle funzioni, atto poi regolarmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale per informare la collettività.
Tra i numerosi casi esaminati emerge con forza la vicenda della vendita dell’immobile a Testaccio, che ha visto coinvolta anche una coppia di acquirenti americani provenienti dal Texas. La transazione, del valore complessivo di 350mila euro, prevedeva l’utilizzo di un conto bancario vincolato gestito dal notaio per il deposito di 250mila euro in attesa delle scadenze burocratiche. Tuttavia, una volta superati i termini previsti, il denaro non è mai giunto a destinazione, spingendo le vittime a intraprendere le vie legali attraverso i propri legali. Questo modus operandi, basato sulla fiducia riposta nella figura del notaio quale pubblico ufficiale, ha permesso all’accusato di accumulare il tesoretto milionario prima che l’azione della magistratura interrompesse definitivamente l’attività illecita. Il rinvio a giudizio segna ora l’inizio di una fase processuale che dovrà fare piena luce su ogni singola operazione contestata.
M.M.