
Blitz della polizia: sgomberato il centro sociale Laurentino 38
L’epilogo di un’occupazione durata oltre trent’anni si è consumato nelle prime ore del mattino al Laurentino 38, dove le forze dell’ordine sono intervenute per liberare i locali del centro sociale L38 Squat. Situato in via Domenico Giuliotti, lo spazio era finito nel mirino dell’Ater, l’ente regionale proprietario dell’immobile, che da mesi sollecitava la restituzione della struttura per avviare necessari lavori di riqualificazione. Nonostante i tentativi di mediazione e la concessione di un ultimatum scaduto ormai da settimane, gli occupanti erano rimasti fermi sulle proprie posizioni, rendendo inevitabile l’intervento dei blindati della polizia, del reparto Mobile e degli agenti della Digos.
Le operazioni di sgombero si sono svolte in un clima di tensione ma senza incidenti di rilievo, sebbene una parte del collettivo abbia messo in atto una forma di resistenza passiva. Al mattino, circa 80 persone si sono radunate davanti ai ponti numero 5 e numero 6, con alcuni militanti che hanno raggiunto i tetti dell’edificio per manifestare il proprio dissenso. Nel corso del pomeriggio, il presidio di solidarietà è cresciuto fino a contare circa 200 partecipanti. Una volta completata l’operazione, i locali, che risultavano vuoti all’interno, sono stati formalmente riconsegnati all’ente regionale. Il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha commentato positivamente l’esito dell’attività: «al Laurentino 38 è stato effettuato lo sgombero di uno spazio occupato abusivamente che andava recuperato, sia per il ripristino della legalità sia perché lì vanno realizzati dei lavori di riqualificazione di una cinquantina di alloggi Ater».
L’obiettivo dell’intervento è la trasformazione dell’ampia area di novecento metri quadri in un complesso residenziale pubblico. Il progetto prevede la creazione di cinquanta appartamenti destinati alle famiglie regolarmente iscritte nelle graduatorie comunali, oltre a spazi comuni e alloggi per studenti. Si tratta di un piano di edilizia residenziale rimasto bloccato per anni proprio a causa della presenza del centro sociale, che nel tempo aveva ospitato diverse anime della galassia antagonista e anarco-insurrezionalista. Le indagini hanno inoltre evidenziato come, negli ultimi tempi, all’interno della struttura vivessero anche soggetti che, pur essendo assegnatari di regolari alloggi popolari, preferivano risiedere abusivamente nello squat per evitare il pagamento delle utenze domestiche.
L’operazione al Laurentino 38 si inserisce in un più ampio quadro di recupero del patrimonio pubblico capitolino, seguendo l’esempio di altri recenti interventi. Tra questi spicca il recupero della scuola Palenco, nel IV Municipio, che era stata trasformata in un dormitorio abusivo per centinaia di persone, mettendo a rischio i finanziamenti del Pnrr destinati alla creazione di un polo scolastico per l’infanzia. In quel contesto, così come accaduto in passato per l’occupazione di piazza Indipendenza, le autorità avevano rilevato la presenza di un presunto racket delle stanze, con pagamenti settimanali richiesti a chi non aveva altro luogo dove stare. Con la liberazione dei locali di via Giuliotti, l’amministrazione punta a restituire decoro e servizi essenziali a un quartiere periferico che attende da decenni il completamento dei progetti di riqualificazione urbana.