
Latina, tragedia alle Terme Vescine: un bambino di 7 anni muore annegato
Doveva essere il regalo più bello per il suo settimo compleanno, un momento di gioia pura da vivere insieme alla famiglia tra i vapori caldi e le acque rigeneranti di uno dei complessi termali più noti del basso Lazio. Invece, quella vacanza tanto attesa si è trasformata in un incubo indelebile per i suoi genitori. Per celebrare l’occasione, la famiglia aveva deciso di lasciare per qualche giorno i ritmi frenetici di Roma, dove risiedeva, per cercare un po’ di relax a Suio, frazione termale del comune di Castelforte, proprio al confine con la Campania. Tuttavia, nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16, la quiete delle Terme Vescine è stata squarciata da un dramma improvviso e inaspettato.
Il piccolo stava trascorrendo il tempo in acqua quando è improvvisamente sparito dalla vista dei suoi genitori. È stato il padre a rendersi conto per primo della gravità della situazione, notando il corpo del figlio sotto il pelo dell’acqua e tuffandosi immediatamente per tentare un soccorso disperato. Nonostante i primi tentativi di rianimazione praticati sul posto e il tempestivo arrivo del personale sanitario del 118, giunto con ambulanza e auto medica, ogni sforzo è risultato purtroppo vano. Anche l’intervento dell’eliambulanza, atterrata poco distante per garantire un eventuale trasferimento d’urgenza in un centro specializzato, si è rivelato inutile: il velivolo è ripartito vuoto, lasciando dietro di sé una scia di dolore e domande ancora senza risposta.
Sulla vicenda si è subito acceso un faro investigativo estremamente delicato, coordinato dalla Procura di Cassino sotto la guida del pubblico ministero Alfredo Mattei. I carabinieri della compagnia di Formia hanno avviato i primi rilievi tecnici all’interno della struttura per ricostruire con precisione millimetrica la dinamica dei fatti. Al momento, gli inquirenti stanno valutando due piste principali. La prima riguarda la possibilità di un malore improvviso che potrebbe aver colto il bambino mentre nuotava, rendendolo incapace di chiedere aiuto. La seconda, decisamente più inquietante e già emersa in casi analoghi avvenuti in passato, ipotizza che il piccolo possa essere rimasto incastrato a causa del potente risucchio generato da un bocchettone di aspirazione della piscina. Saranno le perizie tecniche sull’impianto e l’esame autoptico, disposto dall’autorità giudiziaria presso l’istituto di medicina legale di Cassino, a fare chiarezza su questo punto cruciale.
La tragedia colpisce duramente una struttura che proprio nel 2026 si apprestava a celebrare il suo cinquantesimo anniversario, un traguardo storico per un’attività inaugurata nel 1976 dall’allora ministro Giulio Andreotti. Il sindaco di Castelforte, Angelo Felice Pompeo, che è rimasto a lungo presso le terme per offrire supporto morale alla famiglia, ha espresso il suo profondo cordoglio parlando di una «tragedia che non si aspettava nessuno». Il primo cittadino ha tenuto a precisare che «l’albergo è una struttura di eccellenza, penso che le autorizzazioni e tutte le misure di sicurezza fossero al posto giusto», ma ha comunque ribadito la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti per accertare eventuali responsabilità.
Questo dramma riporta tragicamente d’attualità il tema della sicurezza negli impianti natatori, richiamando alla memoria episodi recentissimi e inquietanti. Solo due settimane fa, un dodicenne aveva perso la vita in circostanze simili a Pennabilli, nel Riminese, rimanendo incastrato in un tubo di aspirazione. Andando a ritroso nel tempo, si ricordano i casi di Stephan alle Terme di Cretone nel 2023 e della giovane Sara Francesca Basso a Sperlonga nel 2018, entrambi vittime del rischio invisibile nascosto nei sistemi di filtraggio delle piscine. Nonostante il costante aggiornamento tecnologico e normativo, il fenomeno degli annegamenti in Italia resta preoccupante: il Rapporto 2026 del Ministero della Salute indica infatti che nel biennio 2024-2025 i decessi sono stati 604, con una percentuale del 23% che colpisce bambini e giovani sotto i 24 anni, confermando come la vigilanza e la manutenzione debbano restare priorità assolute.
M.M.