
Roma, colpo da 700mila euro a Monti: svaligiata cassaforte in via Leonina
Nel cuore pulsante del Rione Monti, mentre i tavolini di via Leonina brulicavano di romani e turisti intenti a godersi l’aperitivo nel tramonto di Pasquetta, si stava consumando un crimine dal sapore cinematografico, orchestrato con una freddezza che lascia sgomenti. Una banda di professionisti ha scelto proprio il lunedì dell’Angelo per colpire un appartamento, approfittando dell’assenza della proprietaria, una cinquantenne romana in viaggio all’estero con il figlio. Il bottino è di quelli che fanno tremare i polsi: dieci orologi Rolex di grande valore e una collezione di gioielli in oro, per un ammontare complessivo che sfiora i 700mila euro. Un furto eseguito con una precisione chirurgica, che solleva interrogativi inquietanti su come i malviventi siano riusciti a dileguarsi senza attirare l’attenzione dei numerosi passanti e dei clienti dei locali che siedono proprio sotto le finestre dell’abitazione svaligiata.
La dinamica dell’evento suggerisce una pianificazione meticolosa. I ladri non si sono limitati a forzare la cassaforte, ma hanno dimostrato una profonda conoscenza tecnologica smontando interamente l’impianto di videosorveglianza, comprese le telecamere di sicurezza interne. Questa manovra ha reso impossibile l’identificazione visiva immediata, costringendo gli investigatori della polizia a sperare in un eventuale passo falso, come il rilascio di tracce biologiche o impronte digitali lasciate nell’appartamento durante le fasi del colpo. Al momento dell’irruzione, intorno alle ore 19.30, l’allarme ha trasmesso una segnalazione in tempo reale al numero unico di emergenza 112. Nonostante l’arrivo tempestivo di una pattuglia in pochi minuti, al loro ingresso gli agenti hanno trovato una casa perfettamente in ordine, segno che i banditi sapevano esattamente dove dirigersi, agendo a colpo sicuro e dileguandosi in una manciata di secondi.
L’edificio, in quel particolare giorno festivo, era quasi deserto, fattore che ha indubbiamente agevolato il lavoro della banda. Una situazione comune in un condominio dove convivono professionisti spesso fuori per lavoro e turisti che alloggiano nei vari bed and breakfast della struttura, rendendo il viavai di estranei una costante poco sospetta.
Il personale dei servizi commerciali adiacenti conferma questa sensazione di assoluta normalità. Persino la presenza di numerosi furgoni legati ai lavori stradali potrebbe aver funto da copertura perfetta per i malviventi. La tesi principale seguita dagli inquirenti punta sull’esistenza di un basista o su uno studio prolungato delle abitudini della donna. Il caso richiama alla mente un episodio simile avvenuto lo scorso novembre nel Rione Monti ai danni del fotografo americano David Fonda, suggerendo l’esistenza di una banda specializzata che monitora costantemente le assenze dei residenti facoltosi per colpire con spietata efficienza.
M.M.