
Montesacro, arrestato il filippino 49enne che minacciava i passanti col coltello
La quiete del quartiere Espero, quel piccolo nucleo residenziale che sorge a ridosso di piazza Sempione nel cuore di Montesacro, è stata scossa per giorni da una presenza inquietante che ha tolto il sonno a molti abitanti. Un uomo di 49 anni, di origini filippine, era diventato il vero e proprio incubo della zona, aggirandosi tra le strade con un coltello dalla lama superiore ai 20 centimetri. Le segnalazioni si erano moltiplicate rapidamente, descrivendo un individuo che non esitava ad avvicinarsi alle signore intente a passeggiare con i propri cani o a minacciare gruppi di ragazzi lungo le sponde dell’Aniene. In diverse occasioni i giovani erano riusciti a mettersi in salvo solo grazie alla velocità della fuga, mentre le chiamate al numero unico di emergenza diventavano una costante quotidiana per le forze dell’ordine, impegnate a rincorrere un fantasma che per almeno dieci volte era riuscito a dileguarsi poco prima del loro arrivo.
Il presidio costante di vie come via Val d’Ossola, via Valsassina, via Val Trompia e via Valsolda ha infine portato alla svolta attesa dai residenti. L’epilogo di questa vicenda si è consumato durante la mattinata di giovedì, quando l’uomo ha deciso di alzare il tiro compiendo una rapina a mano armata ai danni di un distributore di carburante situato sulla via Nomentana, proprio all’incrocio con via Val d’Ossola. Secondo le ricostruzioni fornite dagli investigatori, il quarantanovenne ha estratto il grosso coltello da un borsello puntandolo direttamente alla gola del benzinaio, un giovane di origini bengalesi, per farsi consegnare l’incasso. La fuga successiva è stata però interrotta quasi sul nascere dalle pattuglie dei commissariati Fidene e Vescovio che, già in allerta per le scorrerie dei giorni precedenti, hanno intercettato il malvivente a pochi metri dal luogo del delitto. In un ultimo, disperato tentativo di sottrarsi all’arresto, l’uomo è persino saltato sul cofano della volante, ma è stato rapidamente immobilizzato e ammanettato dagli agenti.
Le indagini successive hanno gettato luce sulla facilità con cui l’aggressore riusciva a svanire nel nulla dopo i suoi raid: l’uomo risiede infatti proprio nel quartiere, in via di Valle Borbera, un dettaglio che gli permetteva di trovare rifugio immediato tra le mura domestiche. «L’uomo è stato bloccato in flagranza di reato proprio mentre cercava una via di fuga disperata, venendo immediatamente riconosciuto dalla vittima della rapina» hanno commentato fonti vicine all’operazione. Tuttavia, scavando nel passato recente del soggetto, è emerso un precedente altrettanto allarmante risalente alla fine di febbraio. In quell’occasione, le forze dell’ordine erano dovute intervenire presso la sua abitazione a causa delle lamentele dei vicini per musica ad alto volume e rumori di mobili distrutti. Quell’intervento si era trasformato in un assedio di diverse ore, durante le quali l’uomo si era barricato in bagno distruggendo vetrate e lanciando frammenti di vetro contro i soccorritori, arrivando a ferire alla spalla un infermiere del 118.
In quella circostanza, per fermare la sua furia all’interno della palazzina che affaccia su un grande cortile condominiale, i poliziotti erano stati costretti a utilizzare la pistola elettrica. Dopo quel grave episodio, il quarantanovenne sembrava essere rientrato nei ranghi, almeno fino a quando non ha deciso di tornare a seminare il panico tra i residenti dell’Espero, armato stavolta di una lama spaventosa. Gli abitanti del quartiere, che per giorni hanno evitato di uscire nelle ore più tranquille o di frequentare i parchi lungo il fiume, possono ora tirare un sospiro di sollievo dopo la convalida del fermo. La situazione era diventata insostenibile, con una tensione crescente che aveva spinto molti a chiedere un intervento risolutivo.
M.M.