Roma, donna cade in un pozzo profondo: salvata dai Vigili del Fuoco

29/03/2026

Il pensiero è corso immediatamente, in modo quasi automatico e angosciante, a quel drammatico giugno di quarantacinque anni fa che segnò per sempre la memoria collettiva italiana. Ma nel pomeriggio di ieri, alla periferia sud-ovest della Capitale, il destino ha deciso di scrivere un finale fortunatamente opposto a quello del piccolo Alfredino Rampi. Protagonista di questa vicenda è Fabiana F., una donna romana di quarant’anni che, mentre passeggiava tranquillamente al Parco della Pace insieme al marito e ai figli, è letteralmente sparita nel nulla, inghiottita da un pozzo di cemento non segnalato e mimetizzato tra la vegetazione incolta. La dinamica dell’incidente è di quelle che tolgono il fiato: un passo falso, l’erba alta che nasconde l’insidia e poi il buio improvviso. Fabiana è riuscita miracolosamente ad aggrapparsi a una trave situata a circa quindici metri di profondità, evitando di schiantarsi sul fondo e rimanendo sospesa in un limbo di terrore fino all’arrivo dei soccorritori. Una volta riportata in superficie, ancora scossa ma consapevole del miracolo vissuto, ha voluto ringraziare i suoi soccorritori dichiarando che «ho avuto paura di morire, ma quegli angeli dei vigili del fuoco mi hanno salvata».

La ricostruzione dei fatti ci parla di un intervento tempestivo e coordinato. Erano da poco passate le 14 quando il marito della donna, sentendo le urla e vedendo solo il debole fascio di luce proveniente dal cellulare della moglie giù nel condotto, ha allertato le forze dell’ordine. In pochi minuti sul posto sono giunti i vigili del fuoco con il nucleo Saf, specializzato in manovre spelo-alpino-fluviali, che in meno di un’ora sono riusciti a completare il recupero. Fabiana, trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale San Camillo, ha riportato una frattura al piede e un vistoso ematoma sulla coscia, ma è rimasta sempre lucida. Un incidente che ha dell’incredibile se si considera che il parco in questione era stato riaperto al pubblico solo da pochi giorni, dopo una lunga chiusura durata diversi mesi per lavori di manutenzione che, evidentemente, non hanno coperto ogni angolo di pericolo.

La rabbia dei residenti e dei frequentatori abituali dell’area verde è esplosa non appena si è diffusa la notizia. Monica Polidori, presidente del comitato di quartiere Monte Stallonara, ha dato voce ai timori di molti sottolineando l’assurdità di una riapertura senza i necessari controlli di sicurezza. Secondo la Polidori, l’area è frequentatissima non solo dai residenti ma da persone provenienti da zone limitrofe, attratte dai nuovi spazi dedicati allo sport. Eppure, mentre la cartellonistica per i futuri campi da padel è stata installata con precisione, nulla è stato fatto per quel buco nero nel terreno. La sua domanda risuona come un monito per le istituzioni: «hanno riaperto i cancelli da qualche giorno senza pensare a segnalare il pozzo. Come è stato possibile uno sbaglio del genere? Chi non ha controllato?». Il sospetto dei cittadini è che quel pozzo, prima dei recenti interventi, fosse chiuso o quantomeno coperto in modo sicuro, rendendo ancora più incomprensibile la sua attuale esposizione.

Anche la politica locale si è mossa rapidamente per chiedere conto di quanto accaduto. Marco Palma, vicepresidente del Consiglio del Municipio IX, ha parlato senza mezzi termini di una tragedia sfiorata, ricordando come l’intero parco sia stato recentemente oggetto di investimenti sia da parte della Regione Lazio che del Municipio stesso. La mancanza di verifiche adeguate prima di riconsegnare il parco alla cittadinanza è stata definita da Palma come un atto di superficialità inaccettabile. L’esponente di Fratelli d’Italia ha già provveduto a inviare un esposto ufficiale, promettendo battaglia per individuare i responsabili. Nelle sue parole emerge tutto il peso di una responsabilità che poteva costare una vita umana: «chiederò che venga avviata un’inchiesta su quel condotto lasciato colpevolmente aperto. Una mancanza di una gravità assurda». Mentre Fabiana F. si riprende dalle ferite sotto lo sguardo vigile del marito, l’attenzione resta alta su una Capitale che, tra pini che cadono e pozzi che si aprono, sembra dover fare i conti ogni giorno con la fragilità della sua manutenzione urbana.

M.M.

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