
Contro il caro-carburante, il Governo taglia le accise di 25 centesimi
Il governo italiano ha deciso di attuare una manovra a tenaglia per rispondere alla crisi energetica che sta colpendo duramente le tasche dei cittadini e delle imprese. Da un lato prosegue il pressing costante sulle istituzioni europee per una revisione dei meccanismi di mercato, dall’altro sono state varate misure immediate per arrestare la folle corsa dei prezzi di diesel e benzina. Giorgia Meloni sta cercando di porre un argine ai rincari innescati dal conflitto in Medio Oriente, prestando particolare attenzione a chi percorre molti chilometri ogni giorno per ragioni professionali o personali. L’obiettivo primario è preservare la tenuta dei conti pubblici, agendo però con la massima rapidità possibile per dare un segnale di vicinanza all’elettorato, anche in vista delle scadenze politiche imminenti. Dietro questa accelerazione si intravede infatti la preoccupazione per l’andamento dei sondaggi sul referendum sulla giustizia, che mostrano una crescita del fronte del no, spingendo l’esecutivo a rompere gli indugi.
La risposta è arrivata in serata con la convocazione di un Consiglio dei ministri a sorpresa che ha dato il via libera al nuovo decreto Carburanti. Il provvedimento introduce uno sconto immediato al distributore pari a 25 centesimi al litro, con una validità temporanea fissata per 20 giorni. Si tratta di una decisione che gioca d’anticipo rispetto alle previsioni iniziali, basandosi sulle coperture garantite dall’extragettito Iva. Durante l’incontro preparatorio con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il Ministero dell’Economia ha ricordato la necessità di rispettare il parametro del 3% per uscire dalla procedura d’infrazione europea, motivo per cui l’intervento è stato rigorosamente circoscritto nel tempo. La stessa presidente del Consiglio ha voluto rassicurare i mercati e le istituzioni: «Sarebbe un errore intervenire sull’onda di isterismi. Se servirà, interverremo ancora, ma dobbiamo farlo monitorando la situazione. Step by step».
L’efficacia della misura dovrebbe farsi sentire già nelle prossime ore, con cali che alcuni esponenti del governo stimano possano arrivare fino a 30 centesimi al litro grazie alla combinazione tra la riduzione fiscale e il monitoraggio dei prezzi. I ministri Adolfo Urso e Francesco Lollobrigida hanno ricevuto il mandato di vigilare affinché le compagnie petrolifere non applichino rialzi ingiustificati. La firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunta a stretto giro dall’approvazione, permettendo una pubblicazione immediata in Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo, Meloni ha illustrato ai colleghi la strategia diplomatica per ottenere un restyling del sistema Ets a Bruxelles, riferendo di aver ricevuto rassicurazioni importanti da Ursula von der Leyen. La struttura tecnica dello sconto prevede una riduzione di 20 centesimi delle accise e di 5 centesimi dell’Iva, mentre per il gpl il risparmio sarà di 12 centesimi. Il costo complessivo dell’operazione per lo Stato è stimato in circa 550 milioni di euro.
Oltre al taglio alla pompa, il decreto include crediti d’imposta per autotrasportatori e per l’industria ittica, con bonus calcolati sulla spesa per il carburante. Parallelamente, è stato rafforzato il sistema di controlli affidato a Mr. Prezzi e alla Guardia di Finanza per sanzionare eventuali manovre speculative. Anche il vicepremier Matteo Salvini si è speso molto sul tema, incontrando le compagnie petrolifere a Milano per negoziare un tetto massimo di 1,9 euro al litro: «Abbiamo chiesto ai petrolieri un prezzo medio massimo da non superare» per riportare il diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro.