
Centocelle, violenza sessuale ai danni di una 22enne sventata dai passanti
La serenità di una serata qualunque si è trasformata in un incubo indelebile per Sofia, una giovane cameriera romana di 22 anni, che oggi fatica a ritrovare la propria autonomia tra le strade del quartiere Centocelle. L’episodio, avvenuto lo scorso 7 febbraio, ha segnato profondamente la vita della ragazza, che ora ammette di vivere in uno stato di costante allerta. Da quel giorno non torna più a casa da sola la sera e confessa che «A ogni persona che si avvicina troppo, mi spavento». La vicenda ha avuto luogo poco dopo la mezzanotte, mentre la giovane stava rientrando a piedi dopo aver concluso il proprio turno di lavoro in un locale della zona.
Il tragitto verso casa, che avrebbe dovuto essere breve e familiare, è stato interrotto all’altezza dell’incrocio tra via delle Campanule e via dei Gerani. Un uomo, descritto dalla vittima come un individuo di circa 30 o 35 anni che indossava «la felpa con il cappuccio che in parte gli copriva il viso», ha cercato inizialmente un approccio verbale. Dopo un saluto non ricambiato, l’atteggiamento dell’uomo è mutato rapidamente in aggressività. Sofia ricorda chiaramente il momento in cui lui, infastidito dal silenzio, ha iniziato a urlare e a inseguirla nonostante lei avesse tentato di cambiare marciapiede e accelerare il passo. La situazione è precipitata in pochi istanti: «Urlando a più non posso corro anche io, ma lui riesce a raggiungermi», racconta la ventiduenne ricordando il drammatico faccia a faccia.
In quel frangente l’aggressore ha utilizzato dello spray al peperoncino colpendola direttamente agli occhi e alla bocca. La sostanza urticante ha provocato la caduta a terra della ragazza, che nell’impatto ha riportato anche una ferita al fianco. A sventare conseguenze potenzialmente peggiori è stato l’intervento provvidenziale di una coppia che passeggiava con il proprio cane. L’animale, percependo il pericolo, ha iniziato ad abbaiare con insistenza mettendo in fuga l’assalitore. Sofia è convinta che senza quell’intervento la situazione sarebbe degenerata ulteriormente, sottolineando come «Non penso lo abbia fatto per rapinarmi perché poteva tranquillamente strapparmi via la borsa sin da subito. Credo che volesse abusare di me».
I soccorsi sono stati immediati grazie alla solidarietà dei residenti e dei passanti. Una donna è scesa in strada e un medico presente sul posto ha prestato le prime cure, fornendo gocce oculari per lenire il bruciore causato dal gas. La giovane ha descritto quei momenti di concitazione con gratitudine verso chi l’ha assistita fino all’arrivo dell’ambulanza e delle autorità. Nonostante il dolore fisico sia svanito nel giro di una settimana, le ferite psicologiche restano aperte. Sofia ha cambiato radicalmente le proprie abitudini: i genitori ora la accompagnano sistematicamente al lavoro e anche le semplici passeggiate con il suo cane sono state ridotte al minimo indispensabile.
Dopo un iniziale periodo di shock che le ha impedito persino di uscire di casa, la ragazza ha trovato la forza di sporgere denuncia presso la stazione dei carabinieri di Centocelle. I militari stanno ora conducendo le indagini per identificare il responsabile, analizzando ogni possibile movente senza escludere alcuna pista, compresa quella del tentativo di rapina. Tuttavia, per la vittima, la sensazione di insicurezza rimane un fardello pesante. «Non lo dimenticherò mai», conclude amaramente Sofia, consapevole che la percezione del suo quartiere e della sua libertà personale è mutata per sempre dopo quella notte di febbraio.
M.M.