
Roma, notte di paura ad Acilia: una bomba carta distrugge un bar
Il fragore improvviso di un’esplosione ha interrotto bruscamente la quiete notturna del quartiere romano di Acilia, trasformando il silenzio delle tre del mattino in uno scenario di distruzione urbana. L’obiettivo dell’attentato è stato il bar Primo Coffee Shop, situato al civico 50 di via di Acilia, dove un ordigno artigianale di notevole potenza è stato piazzato e fatto esplodere proprio davanti a una delle saracinesche del locale. La deflagrazione è stata talmente violenta da essere distintamente percepita in tutto il quadrante e persino a chilometri di distanza, svegliando centinaia di residenti spaventati. Fortunatamente, data l’ora, non si sono registrati feriti, ma i danni materiali sono ingenti. La grata del marciapiede, divelta dall’urto, è stata scaraventata sul lato opposto della strada, terminando la sua corsa nei pressi di un negozio di scarpe, mentre la veranda esterna del bar è andata completamente distrutta insieme alla serranda e alle porte a vetri dell’ingresso.
L’intervento dei carabinieri della stazione di Acilia è stato immediato, facilitato dal fatto che i militari si trovassero già nelle vicinanze per un normale servizio di pattugliamento del territorio. Questa tempestività ha permesso di rintracciare e arrestare in tempi record il presunto responsabile dell’attentato: si tratta di un uomo di 62 anni, romano e senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine per precedenti guai con la giustizia. L’uomo, bloccato mentre si trovava ancora nei paraggi del locale, è stato trovato in sella a una motocicletta che dagli accertamenti è risultata essere rubata. Portato in caserma e interrogato per ore, il sospettato ha mantenuto un atteggiamento di chiusura. Nonostante il silenzio dell’uomo, le prove raccolte sembrano inchiodarlo, a partire dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che sono stati acquisiti e analizzati minuziosamente dalla compagnia di Ostia.
I proprietari dell’attività, che avevano preso in gestione il bar solo da pochi mesi, sono stati ascoltati a lungo per cercare di individuare una possibile pista legata al racket o a vendette personali. Tuttavia, i gestori hanno mantenuto una posizione ferma, dichiarando agli inquirenti che «non sono mai arrivate minacce preventive né richieste estorsive che potessero far presagire un simile attacco». Resta dunque da capire chi possa aver armato la mano di un uomo senza fissa dimora e quale sia il reale obiettivo di un atto così plateale. I carabinieri non escludono alcuna pista, orientando le indagini verso gli ambienti oscuri del riciclaggio di denaro e dell’usura, mentre l’ipotesi di un semplice atto vandalico, per quanto non ufficialmente scartata, appare poco credibile vista la natura dell’ordigno utilizzato.
L’episodio ha innescato una risposta durissima da parte delle istituzioni, che hanno dato il via a una massiccia operazione di controllo straordinario in tutta l’area di Acilia e del litorale romano. Un dispositivo di sicurezza imponente, che ha visto impegnati i carabinieri della compagnia di Ostia supportati dalle aliquote di primo intervento della compagnia Aeroporti di Roma e dal nucleo elicotteri di Pratica di Mare. Questo schieramento ha permesso di blindare letteralmente il territorio, portando all’arresto di altre tre persone e alla denuncia di otto individui per reati che spaziano dallo spaccio di stupefacenti al possesso di armi e attrezzi da scasso. Durante le perquisizioni sono state identificate 175 persone e ispezionati oltre 80 veicoli, portando al sequestro di dosi di cocaina, hashish e crack, oltre a circa duemila euro in contanti ritenuti provento di attività illecite.
Un dettaglio particolarmente significativo è emerso durante i controlli in via Serafino da Gorizia, dove i militari hanno individuato un appartamento utilizzato come base per lo spaccio di droga. L’abitazione era protetta da un sofisticato sistema di sorveglianza abusivo composto da tre telecamere installate illegalmente per monitorare l’arrivo delle forze dell’ordine. Lo smantellamento di questo impianto ha inferto un duro colpo alla criminalità locale, dimostrando come la risposta dello Stato alla bomba di via di Acilia sia stata rapida e capillare.
M.M.