
Anzio, carburante pericoloso e gasolio allungato: sequestrato distributore
L’area industriale di Anzio è diventata il teatro di un intervento massiccio da parte delle forze dell’ordine, mirato a contrastare un fenomeno tanto diffuso quanto insidioso per la sicurezza pubblica e l’integrità dei veicoli. In una recente operazione, la Guardia di Finanza ha posto i sigilli a un impianto di distribuzione di carburante dopo aver riscontrato anomalie gravissime nella composizione del gasolio erogato ai cittadini. L’operazione non si è limitata a una semplice verifica amministrativa, ma ha svelato una realtà preoccupante fatta di miscele impure e parametri tecnici completamente fuori norma, capaci di trasformare un normale rifornimento in un potenziale disastro meccanico o, nel peggiore dei casi, in un pericolo per l’incolumità fisica.
Le verifiche tecniche, condotte dai militari della compagnia di Nettuno con il prezioso supporto del laboratorio mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno permesso di accertare che il gasolio presente nelle cisterne non era affatto puro. Dalle analisi chimiche è emersa la presenza di sostanze aggiunte, tra cui tracce evidenti di benzina, utilizzate probabilmente per allungare il prodotto e massimizzare i profitti a discapito della qualità. Una simile miscelazione rappresenta una minaccia diretta per i moderni motori diesel, progettati per operare con carburanti estremamente raffinati e privi di contaminanti volatili, che possono causare grippaggi, danni agli iniettori e costose riparazioni per gli ignari automobilisti della zona.
Ancora più allarmante è il dato relativo alla sicurezza antincendio del combustibile sequestrato. La normativa vigente stabilisce che il punto di infiammabilità del gasolio debba essere di almeno 55 gradi per garantire una gestione sicura durante lo stoccaggio e il trasporto. Tuttavia, le analisi effettuate sul campo hanno registrato una temperatura di appena 20 gradi. In termini tecnici, questo significa che il prodotto era in grado di sviluppare vapori infiammabili anche a temperatura ambiente, aumentando drasticamente la probabilità di accensioni accidentali o esplosioni in presenza di una minima fonte di innesco. Il rischio non riguardava quindi solo il funzionamento dei veicoli, ma l’intera area del distributore e chiunque vi transitasse.
A seguito della scoperta, la Procura della Repubblica di Velletri è stata immediatamente informata dei fatti e ha disposto il sequestro preventivo sia della cisterna incriminata sia delle colonnine di erogazione. L’intervento tempestivo delle fiamme gialle ha permesso di bloccare la distribuzione di ben tremilaquattrocentododici litri di prodotto adulterato, sottraendoli al mercato prima che potessero finire nei serbatoi degli utenti locali. La titolare dell’impianto, una donna di cinquant’anni, è stata segnalata all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di frode in commercio e contrabbando, in un contesto che vede il settore dei carburanti sempre più sotto pressione a causa di pratiche illecite che danneggiano non solo i consumatori, ma anche le casse dello Stato.
Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di controlli che tra il 2024 e il 2025 hanno interessato Roma e la sua provincia, con oltre trecentocinquanta accertamenti eseguiti dai nuclei specializzati. Le irregolarità contestate sono state numerose, toccando sia la trasparenza dei prezzi sia la qualità dei prodotti petroliferi. Spesso la truffa viaggia nel serbatoio attraverso miscele fuori legge composte da oli pesanti o benzina annacquata, senza contare le anomalie metriche che portano all’erogazione di meno litri rispetto a quelli pagati.
M.M.