
Chiesto il processo per la “Madoff” romana: truffe per un milione e mezzo
La parabola di Cecilia De Angelis, la donna che nelle cronache capitoline si è guadagnata l’appellativo di “Madoff” romana, sembra essere giunta a un punto di svolta definitivo. Il pubblico ministero Mario Dovinola ha infatti formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio non solo per lei, ma anche per il suo avvocato, considerato dalla procura un complice attivo in diverse delle condotte illecite contestate. La lista dei capi d’imputazione comprende truffa, evasione fiscale, sostituzione di persona e autoriciclaggio. Al centro dell’inchiesta c’è un ammanco complessivo di circa un milione e mezzo di euro, una cifra raccolta attraverso investimenti mai realmente effettuati e sottratta a oltre 40 persone che ora attendono giustizia come parti offese nel procedimento.
Il meccanismo attraverso il quale la donna riusciva a conquistare la fiducia dei risparmiatori era basato su una fitta rete di menzogne e su una messinscena di alto profilo. Nonostante fosse stata radiata dall’albo unico dei consulenti finanziari già nel luglio del 2019, De Angelis avrebbe continuato a esercitare l’attività con professionalità abusiva, proponendo servizi di investimento mai autorizzati dalle autorità di vigilanza. Per rendere credibili le sue offerte, si sarebbe spacciata alternativamente per una dirigente di alto livello della Banca d’Italia o delle assicurazioni Generali, sfruttando il passaparola tra amici, parenti e vicini di casa. Gli inquirenti hanno ricostruito come il denaro versato dalle vittime venisse poi sistematicamente autoriciclato per sostenere uno stile di vita sfarzoso: con quei capitali la donna avrebbe pagato l’affitto di un prestigioso appartamento in via Paolo Frisi, per fungere anche da studio, ma avrebbe finanziato anche viaggi esotici, cene in ristoranti stellati e l’acquisto di automobili di grossa cilindrata, oltre a investire parte dei proventi illeciti in buoni fruttiferi postali.
In questo intricato disegno il ruolo dell’avvocato sarebbe stato fondamentale, specialmente nel periodo successivo alla radiazione della donna. Secondo l’accusa, il legale avrebbe agevolato l’esercizio abusivo della professione finanziaria e, in una fase successiva, sarebbe diventato lo strumento principale per permettere alla sua assistita di continuare a delinquere anche quando si trovava già sotto restrizione. Uno degli aspetti più incredibili della vicenda riguarda infatti il periodo trascorso dalla De Angelis agli arresti domiciliari, misura scattata nel dicembre 2023. Invece di desistere, la donna avrebbe continuato a procacciare clienti e a gestire flussi di denaro utilizzando il telefono e il conto corrente intestati proprio al suo avvocato. Le indagini hanno documentato ben 15 episodi di evasione tra dicembre e aprile 2024, durante i quali l’indagata sarebbe uscita tranquillamente di casa per incontrare nuove potenziali vittime del suo sistema truffaldino.
Questa condotta spregiudicata ha portato i finanzieri del nucleo valutario e la polizia giudiziaria ad aggravare la misura cautelare. La difesa della Madoff romana ha sempre cercato di minimizzare la portata delle accuse, ma il materiale probatorio raccolto, fatto di tracciamenti bancari e testimonianze dirette, delinea un quadro di estrema gravità. I risparmiatori caduti nel tranello, molti dei quali hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita attirati dalla promessa di benefici assicurativi e interessi elevati, sperano ora che il processo possa portare almeno a un parziale recupero delle somme perdute. A dar voce a questo desiderio è l’avvocato Fabrizio Consiglio, legale di molte delle parti lese, che ha commentato con favore l’imminente chiusura della fase istruttoria: «Siamo felici di essere arrivati quasi al termine di questa brutta vicenda, speriamo di riuscire a recuperare quanto sottratto». Il prossimo passaggio sarà l’udienza preliminare, dove il giudice dovrà valutare se gli elementi presentati dalla Procura di Roma sono sufficienti per avviare il dibattimento in aula.
M.M.