
Roma, insulti e minacce ai vigili: denunciato l’influencer “Lo Zio”
Le strade di Roma diventano spesso il palcoscenico di youtuber e influencer che oltrepassano il limite del buonsenso e della legalità, pur di raccogliere qualche interazione sui social network. L’ultimo episodio di questa serie ha avuto come protagonista Yari Dall’Ara, un 43enne romano noto nell’ambiente digitale con lo pseudonimo di “Lo Zio”, il quale ha deciso di riprendere e insultare pesantemente una pattuglia della Polizia Municipale impegnata in un servizio di controllo a Centocelle. Gli agenti stavano semplicemente svolgendo le proprie mansioni, provvedendo alla rimozione e al sanzionamento delle vetture in divieto di sosta in una delle zone calde della movida cittadina, quando sono stati raggiunti dalla furia verbale dell’uomo, che ha prontamente azionato la telecamera del proprio smartphone per documentare l’aggressione.
Nel video, poi circolato rapidamente in rete, si sente Dall’Ara rivolgersi agli operatori con toni sprezzanti e volgari: «Siete delle m….., non valete un c….!», ha urlato l’influencer, non limitandosi però alle sole offese personali. La situazione è degenerata quando l’uomo ha iniziato a istigare i propri seguaci alla violenza, invitando esplicitamente i follower a dare «una ciavattata in bocca» ai vigili presenti. Nonostante la provocazione diretta e il clima di tensione, uno degli agenti ha mantenuto la calma, chiedendo all’uomo di esibire i documenti di identità, richiesta che ha scatenato un’ulteriore ondata di minacce: «Te do ‘na ciavattata pure io e te spedisco dall’altra parte delle macchine», ha proseguito l’influencer, convinto che lo schermo del cellulare potesse fungere da scudo contro le conseguenze legali delle sue parole.
La tracotanza mostrata durante la diretta social si è però scontrata rapidamente con la realtà. Gli agenti dello Spe, ovvero la Sicurezza Pubblica Emergenziale, hanno avviato un’indagine lampo per identificare il soggetto e rintracciarlo presso la sua abitazione nel quartiere Tiburtino III. Quando i poliziotti hanno bussato alla sua porta per notificare il fermo e la denuncia, l’atteggiamento dell’uomo è apparso decisamente diverso da quello mostrato online: a telecamere spente, la spavalderia ha lasciato il posto a una condotta più mite. Dall’Ara deve ora rispondere di accuse pesanti che includono oltraggio, minacce, istigazione a delinquere e diffamazione aggravata dal mezzo telematico.
Questo episodio non rappresenta la prima volta che il 43enne finisce sotto i riflettori della cronaca per motivi estranei alla sua attività di creatore di contenuti. Nel settembre del 2020, era stato infatti tratto in arresto perché sospettato di aver partecipato al furto di due casseforti contenenti 90mila euro presso la sede di una società di trasporti in via Nazionale.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Marco Milani, segretario romano del sindacato Sulpl, evidenziando come simili aggressioni siano il sintomo di un problema diffuso. «Episodi come questo dimostrano come siano diffusi il senso di impunità e la tracotanza dei soggetti criminali nelle nostre metropoli. Le polizie locali meritano il riconoscimento di forza di polizia e di queste, gli stessi strumenti. Chiediamo taser e bastone distanziometro, come i nostri colleghi delle Polizie statali». Le parole del sindacalista riportano al centro del dibattito la necessità di dotare i vigili urbani di strumenti di difesa e tutele legali paritarie a quelle delle altre forze dell’ordine.
M.M.