
Roma, falso dentista scoperto dai carabinieri a Settecamini
Cercava di accreditarsi come un esperto chirurgo orale attraverso un’intensa campagna promozionale sui social network. Proprio quella visibilità digitale, studiata per attirare una clientela sempre più vasta, ha finito per attirare l’attenzione dei carabinieri del Nas, i quali hanno avviato un monitoraggio accurato sullo studio medico situato in un condominio nel quartiere di Settecamini. L’operazione ha permesso di smascherare un sistema collaudato di esercizio abusivo della professione: il falso dentista, un 49enne romano, pur vantando un volume d’affari che sfiorava i 10mila euro mensili, non aveva mai conseguito la laurea in medicina o odontoiatria, essendo in realtà un semplice odontotecnico privo delle abilitazioni necessarie per intervenire direttamente sui pazienti.
Il blitz dei militari ha portato al sequestro immediato della struttura e di tutta la strumentazione utilizzata per eseguire interventi complessi come impianti, protesi e operazioni di chirurgia orale. Gli investigatori hanno inoltre acquisito i registri dei pazienti per ricostruire la rete di interventi effettuati negli ultimi mesi, ipotizzando che l’attività abusiva potesse essere ancora più estesa di quanto inizialmente immaginato. Per il quarantanovenne è scattata inevitabilmente la denuncia per esercizio abusivo della professione, un reato che peraltro lo vedeva già protagonista di precedenti giudiziari. Già nel 2021, infatti, lo stesso individuo era finito nel mirino delle autorità per aver operato senza alcuna autorizzazione, dimostrando una recidiva che ora aggrava pesantemente la sua posizione davanti alla magistratura.
A far scattare l’allarme non sono state soltanto le inserzioni pubblicitarie online, ma anche le segnalazioni giunte da alcuni pazienti che avevano manifestato dubbi sulla qualità degli interventi ricevuti e sulla reale preparazione del medico. Alcune di queste persone si erano dichiarate non del tutto soddisfatte degli esiti clinici, alimentando sospetti che hanno poi trovato sponda in una denuncia formale presentata dall’Ordine dei Medici. Questo clima di sospetto era già emerso anni prima, quando un paziente particolarmente attento aveva denunciato anomalie procedurali che mal si conciliavano con la prassi di un chirurgo regolarmente laureato.
Questi controlli si inseriscono in una fitta rete di monitoraggio che le autorità hanno intensificato in tutta la Capitale a seguito di tragici eventi che hanno segnato l’opinione pubblica. Il pensiero corre inevitabilmente alla drammatica vicenda di Margaret Spada, la giovane 22enne siciliana deceduta dopo un intervento di chirurgia estetica. Sulla stessa scia di dolore si pone il caso di Simonetta Kalfus, la 62enne di Pomezia che ha perso la vita in seguito a una grave infezione contratta dopo un intervento di liposuzione in uno studio privato di Cinecittà. La lotta contro l’abusivismo medico a Roma prosegue dunque senza sosta.
M.M.