
Roma e il Lazio campioni di innovazione a livello europeo
Roma e il Lazio si confermano nel 2026 come uno dei motori più dinamici dell’innovazione a livello europeo, consolidando un primato che le vede correre alla stessa velocità delle grandi eccellenze continentali. A certificarlo sono i dati dell’ultima edizione del Regional Innovation Scoreboard dell’Unione Europea, che assegna al territorio un indice di innovazione pari a 96 punti, staccando nettamente la media nazionale ferma a quota 93. Questo successo non è frutto del caso, ma poggia su un ecosistema industriale e scientifico estremamente solido, composto da circa dodicimila imprese ipertecnologiche che impiegano oltre 250mila addetti. Il fatturato generato da queste attività ad alto contenuto tecnologico oscilla tra i 20 e i 30 miliardi di euro annui, supportato da investimenti massicci in ricerca e sviluppo che superano i 4,4 miliardi di euro ogni anno.
La forza di questo territorio risiede nella capacità di far dialogare quindici sistemi universitari, tra cui il polo d’eccellenza Rome Technopole, con un centinaio di centri di ricerca pubblici e privati. Se in passato la capitale era celebre per le scoperte isolate dei ragazzi di via Panisperna o per gli studi epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Come spiega l’economista Enzo Peruffo, ordinario alla Luiss, oggi «si è creato un ecosistema strutturato, dove collaborano e si scambiano idee e strategie grandi aziende con una forte valenza innovatrice, università e laboratori all’avanguardia, ricercatori ben formati, insegnanti e studenti provenienti da tutto il mondo, istituzioni pubbliche e private che vogliono finanziare ambiziosi progetti». Questo modello ha permesso a Roma e al Lazio di registrare una crescita della performance innovativa del 15,3% tra il 2018 e il 2025.
I settori di punta spaziano dalla difesa all’aerospazio, con poli produttivi d’eccellenza situati tra la Tiburtina Valley, Anagni, Frascati e Cassino. Nella sola industria della difesa operano circa duecento imprese con un fatturato superiore ai 10 miliardi di euro, in crescita costante grazie ai programmi di difesa comunitaria. Parallelamente, l’aerospazio vanta trecento aziende e ventitremila addetti, con un export che supera 1,6 miliardi di euro. In questo ambito, Roma è diventata un centro nevralgico per la costruzione in serie di satelliti attraverso innovative smart factory, competendo direttamente con i giganti mondiali del settore. La specializzazione tecnologica ha favorito anche l’esplosione della cybersecurity, che conta nella capitale quattrocento imprese e seimila addetti, favorita dalla presenza dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dalla spinta delle start-up universitarie.
Un ruolo fondamentale è giocato anche dall’adozione delle tecnologie digitali, ambito in cui il territorio laziale eccelle. Peruffo sottolinea infatti che «non a caso questo territorio, per quanto riguarda l’adozione di tecnologie digitali, raggiunge un indice di 9,4 punti contro la media nazionale che non supera il livello 8,2. E, sempre restando ai dati nel Regional Innovation Scoreboard della Commissione europea, va sottolineato che nel periodo 2018–2025, la performance innovativa di Roma e Lazio è cresciuta del +15,3 per cento». A completare il quadro dei record è il comparto della farmaceutica e del biotech, che nel 2025 ha registrato vendite all’estero per 14 miliardi di euro, rappresentando quasi un terzo dell’intero export nazionale di settore. Con 450 imprese attive e diecimila ricercatori specializzati, il polo laziale delle scienze della vita è oggi uno dei più rilevanti in Europa, attirando investimenti dai maggiori player globali per lo sviluppo di molecole e farmaci all’avanguardia.