
Roma investe nel futuro: 50 milioni per un supercomputer al Tecnopolo Tiburtino
L’investimento che la Camera di Commercio di Roma si appresta a sbloccare può essere immaginato come una vera e propria autostrada digitale o un traforo tecnologico, una infrastruttura di vitale importanza per garantire un futuro solido alle imprese del territorio. Si tratta di un piano imponente da 50 milioni di euro destinato alla creazione di un centro all’avanguardia per lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche, focalizzato sulla potenza di calcolo di un supercomputer di ultima generazione. Per comprendere appieno la rilevanza di questa operazione, basti considerare che la cifra stanziata rappresenta esattamente la metà di tutti gli interventi finanziari programmati dall’ente per il 2026, che ammontano complessivamente a 100 milioni di euro. La conferma di questo impegno è arrivata dal presidente della Camera di Commercio capitolina, il neo rieletto Lorenzo Tagliavanti, il quale ha rimarcato come una simile dotazione sia ormai imprescindibile per la Capitale.
Secondo quanto dichiarato dal presidente, il supercomputer rappresenta una risorsa strategica che attualmente il territorio non possiede e che risulta necessaria per potenziare l’intero sistema economico locale. «E’ una grande infrastruttura ma a Roma manca, quindi dovremmo dotare il nostro sistema economico anche di questa opportunità. Ovviamente non da soli, ma con il sistema universitario e con gli altri enti locali», ha spiegato Tagliavanti. Lo stanziamento complessivo di 100 milioni di euro sarà suddiviso in due tranches principali, con oltre 38 milioni dedicati al breve periodo e 60 milioni destinati a progetti di medio e lungo respiro. Proprio in quest’ultimo pacchetto rientra il cloud center, un polo tecnologico che si ispira direttamente al modello di successo gestito da Cineca a Bologna, presso il Tecnopolo Dama.
La nuova infrastruttura sorgerà negli spazi del Tecnopolo Tiburtino, un’area che sta già vedendo importanti investimenti da parte di colossi del settore come Thales Alenia Space e Aruba. L’integrazione di questo supercomputer non ha solo una valenza locale, ma si inserisce in un contesto molto più ampio. Tagliavanti ha infatti chiarito che «il supercomputer si inserisce in una rete di supercomputer europei, per l’indipendenza tecnologica d’Europa». Sebbene i tempi previsti per la realizzazione siano considerati relativamente brevi, l’ente camerale sta già valutando i cicli di manutenzione e aggiornamento, poiché l’estrema velocità dell’evoluzione tecnologica richiede interventi di adeguamento strutturale circa ogni 5 anni. Un ulteriore punto di riflessione riguarda l’approvvigionamento energetico, un tema critico per macchinari di tale potenza che spesso all’estero necessitano di soluzioni energetiche dedicate di altissimo profilo.
Il report presentato dalla Camera di Commercio non si limita ai progetti infrastrutturali, ma analizza profondamente lo stato di salute e gli umori del tessuto produttivo romano. Le rilevazioni indicano che il 71% degli imprenditori locali prevede un fatturato in crescita o stabile per l’anno 2026, confermando una tendenza positiva già osservata nel 2025, quando due imprese su tre hanno registrato dati stabili o in aumento. Tuttavia, non mancano i timori per il futuro prossimo: oltre la metà del campione esprime preoccupazione per la fine degli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Anche l’occupazione mostra segnali di stabilità nella maggior parte dei casi, con una piccola ma significativa percentuale di imprese che dichiara di aver aumentato il numero dei propri dipendenti.
Le sfide che attendono il mondo produttivo nel 2026 restano comunque ardue. Il 69% degli imprenditori segnala l’aumento dei costi come principale criticità, mentre il 40% teme un’insufficienza della domanda. A queste preoccupazioni si aggiunge un forte senso di incertezza legato alla situazione geopolitica internazionale, che spaventa quasi 9 imprenditori su 10. Nonostante questo clima complesso, cresce la sensibilità verso i temi dell’ambiente e dell’innovazione. Tre imprese su quattro sono ormai convinte che la sostenibilità ambientale sia un requisito fondamentale per restare competitivi sul mercato, mentre circa la metà delle aziende romane ha già programmato nuovi investimenti in innovazione per l’anno in corso. In questo scenario, il progetto del supercomputer si pone come la pietra angolare per una Roma che vuole giocare un ruolo da protagonista nella sfida digitale europea.