
Welfare, la Regione Lazio stanzia altri 23 milioni per il “Dopo di noi” e le Case Famiglia
Risorse raddoppiate nel biennio 2025-2026 per un totale di 47,5 milioni di euro. Il presidente Rocca: «Un segnale concreto per dare certezza sul futuro delle persone con disabilità e non lasciare sole le famiglie».
ROMA – Continuità e risorse certe per la tutela delle persone vulnerabili e dei loro nuclei familiari. La Regione Lazio ha finalizzato uno stanziamento aggiuntivo di 23 milioni di euro per il 2026 dedicati alle misure per il “Dopo di noi” e al sostegno delle Case famiglia per persone con disabilità. Questo intervento si aggiunge ai 24,5 milioni già messi a disposizione per il 2025, portando l’investimento complessivo per il biennio a 47,5 milioni di euro.
«È un investimento importante che testimonia con i fatti una priorità precisa della nostra amministrazione: sostenere le persone più fragili e le famiglie che ogni giorno affrontano le preoccupazioni legate al futuro dei propri cari», ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
«Il “Dopo di noi” tocca una delle domande più profonde e dolorose che un genitore possa porsi: chi si prenderà cura di mio figlio quando io non ci sarò più? Le istituzioni hanno il dovere di rispondere costruendo percorsi d’autonomia e dignità. Le Case famiglia rappresentano presidi territoriali fondamentali di cura e relazione, dove la persona viene accompagnata nella costruzione del proprio progetto di vita».
FOCUS / Cos’è e come funziona il “Dopo di noi” a Roma Capitale
Il termine “Dopo di noi” si riferisce all’insieme di tutele, servizi e progetti volti a garantire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (perché i genitori sono deceduti o non sono più in grado di fornire l’assistenza necessaria). La misura trae origine dalla Legge nazionale n. 112/2016 e trova attuazione nei territori comunali e municipali.
A Roma, il programma gestito dai Dipartimenti Sociali di Roma Capitale in sinergia con i 15 Municipi e le ASL territoriali, declina queste risorse regionali e nazionali in azioni concrete:
1. Modelli abitativi innovativi e Cohousing
L’obiettivo principale a Roma è superare il vecchio modello dell’istituzionalizzazione in grandi strutture, favorendo soluzioni abitative che riproducano l’ambiente domestico:
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Gruppi appartamento e Cohousing: Abitazioni (spesso confiscate alle mafie o messe a disposizione dal patrimonio pubblico e dal Terzo Settore) destinate a piccoli gruppi di persone con disabilità (massimo 5-6 residenti).
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Gestione in autonomia: Gli ospiti vivono insieme condividenti spazi e vita quotidiana, supportati da un’équipe di operatori socio-sanitari e educatori in base ai loro livelli di autosufficienza.
2. Dalla fase del “Durante noi” all’autonomia
Per evitare un distacco traumatico al momento della scomparsa dei genitori, i fondi finanziano percorsi di emancipazione graduale:
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Sperimentazioni di convivenza: Periodi brevi o weekend “fuori famiglia” per abituare la persona disabile a gestire la propria vita lontana dai genitori.
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Sviluppo delle competenze gestionali: Laboratori per l’autonomia (cucinare, fare la spesa, muoversi con i mezzi pubblici a Roma).
3. I percorsi individualizzati (Progetto di Vita)
A Roma l’accesso ai fondi del “Dopo di noi” avviene tramite la redazione del Progetto di Vita Individuale, strutturato dalle Unità Valutative Multidimensionali (UVM) composte da Roma Capitale e ASL. Il progetto mappa le aspirazioni, le capacità e le necessità specifiche del singolo individuo.
4. Tutele giuridiche e strumenti patrimoniali
La normativa del “Dopo di noi” incentiva anche la tutela legale e patrimoniale privata integrata a quella pubblica, offrendo agevolazioni fiscali per la costituzione di Trust, fondi fiduciari o vincoli di destinazione sui beni di famiglia, affinché le risorse dei genitori rimangano vincolate all’assistenza del figlio anche dopo la loro scomparsa.
Un’ossigeno per la rete dei Municipi romani
Gli ulteriori 23 milioni stanziati per il 2026 permetteranno ai Municipi di Roma di dare continuità ai progetti attivi, abbattere le liste d’attesa e stabilizzare le convenzioni con le cooperative sociali che gestiscono le Case Famiglia e gli appartamenti protetti sul territorio capitolino.