
Un’anemica Lazio strappa un punto al Lecce: l’Europa è un miraggio
Una partita triste, malinconica, di una Lazio svuotata e priva di idee e di energie. Solo la pochezza offensiva del Lecce ha permesso ai biancocelesti di uscire dal Via del Mare con un pareggio, perchè la squadra scesa in campo ieri sera sembrava incapace di produrre alcunchè. Lo dimostrano le statistiche a fine primo tempo: 0 tiri verso la porta leccese. Praticamente 45 minuti trascorsi a difendere il risultato di 0 a 0 nella propria metà campo, senza riuscire a imbastire la benchè minima azione offensiva.
E’ stata anche l’ultima partita in maglia biancoazzurra di Alessio Romagnoli, che forse avrebbe voluto (e meritato) un match di addio diverso. Il Comandante, nel post partita, ha usato parole che non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche, sottolineando come la perdita del giocatore non fosse affatto nei suoi piani tattici. Secondo il tecnico, la società era a conoscenza della sua posizione contraria alla cessione, eppure le logiche di mercato hanno prevalso sulla necessità di campo.
Sarri ha spiegato chiaramente la situazione ai microfoni, dichiarando che «la società mi ha chiesto cosa pensassi della cessione di Romagnoli e ho risposto che dal punto di vista tattico è infattibile. Ma il mercato hanno detto che lo fanno loro, aspettiamo. Come faremo senza? Ricominceremo a prendere un po’ di gol. Non mi interessa nemmeno sostituirlo perché è impossibile». Questa presa di posizione evidenzia una frattura evidente tra la guida tecnica e la dirigenza, con Sarri che vede sfumare le certezze difensive su cui aveva costruito la sua Lazio. Il tecnico ha anche risposto con fermezza alle voci di uno spogliatoio spaccato o di una squadra che remerebbe contro di lui, portando come esempio l’addio di Guendouzi. Il centrocampista, secondo il racconto del mister, si sarebbe presentato nel suo ufficio in lacrime prima di partire, segno di un legame umano ancora solido.
Le motivazioni delle partenze eccellenti, secondo l’allenatore, non sarebbero da ricercare in presunti dissidi interni, bensì in una percezione di scarsa ambizione da parte del club. «Vendere uno e dire che non andava d’accordo con Sarri mi sembra brutto, a me i diretti interessati hanno detto che sono andati via perché non vedevano nessuna ambizione della società» ha ribadito con la consueta schiettezza. La sensazione dominante è quella di un ridimensionamento tecnico che preoccupa non poco l’allenatore, il quale ora fissa l’asticella della stagione verso un traguardo decisamente meno prestigioso rispetto ai piazzamenti europei degli anni passati. Con una punta di realismo amaro, Sarri ha infatti ammesso che «a questa stagione chiedo una salvezza serena. Abbiamo sempre avuto poche possibilità di entrare in Europa. Bisogna essere realisti e andare avanti». Ed in effetti le ultime parole del presidente Lotito, che ha chiesto alla squadra uno sforzo per arrivare nelle posizioni “europee”, stridono con la realtà dei fatti. Dopo le cessioni di Guendouzi, Castellanos, Romagnoli, presto Mandas e Tavares, sostituiti con prospetti tutti da verificare, la Lazio è oggettivamente molto più debole, tecnicamente e dal punto di vista della personalità: pensare di rimontare 10 punti a squadre come Como, Juventus, Napoli o la stessa Roma è pura utopia. In teoria è più fattibile pensare di puntare all’Europa League passando dalla Coppa Italia, ma vista la squadra scesa in campo ieri è arduo immaginare che riesca ad arrivare in fondo alla competizione.
Nonostante le difficoltà, il mercato biancoceleste resta in fermento nelle ultime ore frenetiche. A Formello, mentre Lotito e Fabiani disertavano la trasferta pugliese per concentrarsi sulle trattative, si lavora freneticamente per tappare i buchi lasciati dalle cessioni. Il nome in cima alla lista per la difesa è quello di Diogo Leite dell’Union Berlino, seguito da Doekhi e dalla suggestione Ranieri della Fiorentina. Nel frattempo, il reparto portieri che ha visto la partenza di Mandas verso il Bournemouth, vede in arrivo dalla Reggiana il giovane Motta. Anche il centrocampo potrebbe subire ritocchi dell’ultimo minuto con i profili di Tessman e Iroegbunam sotto osservazione, sebbene da Formello arrivino smentite tattiche. Resta però il vuoto lasciato dai leader e la tristezza di un Olimpico che, tra contestazioni e silenzi, sembra riflettere perfettamente lo stato d’animo di un allenatore che non sa ancora se riuscirà a vedere la luce in fondo al tunnel.