
Una Lazio con l’attacco spuntato prepara la sfida con la Fiorentina
Il momento della Lazio a Formello è segnato da un paradosso difficile da sciogliere: la squadra ha assimilate le geometrie di Maurizio Sarri, ma manca degli interpreti per trasformare il gioco in gol. I numeri sono impietosi e fotografano una crisi realizzativa che non si vedeva da anni nella Capitale. Con soli 18 gol segnati in altrettante partite di campionato, la Lazio sta registrando uno dei suoi peggiori record storici; bisogna risalire alle stagioni 1990-91 e 2009-10 per trovare un bilancio offensivo più magro. Nelle ultime sei gare sono arrivate appena tre reti, con una sterilità che ha toccato il culmine nella sfida contro il Napoli, dove i biancocelesti non sono mai riusciti a centrare lo specchio della porta.
La partenza di Castellanos verso il West Ham ha lasciato un vuoto che la società non ha ancora colmato, nonostante il via libera della Covisoc. Maurizio Sarri non ha nascosto il suo disappunto, sottolineando come il club conoscesse da tempo la volontà del “Taty” di andare via e dovesse farsi trovare pronto con un sostituto. Invece, per la sfida di domani sera all’Olimpico contro la Fiorentina, il tecnico si ritrova senza attaccanti di ruolo disponibili. Una situazione di emergenza che costringerà ancora una volta a ricorrere ai giovani della Primavera, come Serra, per completare la distinta.
Senza Marusic e Noslin, fermati dal giudice sportivo per un turno, le scelte di formazione sono quasi obbligate. Nel cuore del tridente offensivo dovrebbe agire Pedro nel ruolo di “falso nueve”, una soluzione che in passato non ha sempre convinto il tecnico ma che oggi rappresenta l’unica via percorribile. Le alternative sono ridotte all’osso: Cancellieri non sembra dare le giuste garanzie in quella posizione e Isaksen, pur essendo in leggero vantaggio per una maglia da titolare sugli esterni, non ha le caratteristiche per giocare centralmente. Pedro, nonostante la classe cristallina, difficilmente potrà garantire i novanta minuti, obbligando Sarri a gestire i cambi con estrema cautela.
Anche negli altri reparti la situazione non migliora. In difesa, il posto di Marusic sarà preso da Lazzari, con Hysaj pronto a subentrare. A centrocampo, le condizioni di Rovella non permettono rotazioni, costringendo i titolari agli straordinari. La sensazione che si respira a Formello è quella di una squadra che ha le idee, ma non le gambe (o meglio, i piedi) per metterle in pratica contro avversari di livello. La sfida contro la Viola rilanciata dalla vittoria in extremis con la Cremonese sarà un test durissimo per testare la tenuta di un gruppo che, tra infortuni e ritardi di mercato, sembra navigare a vista in attesa di rinforzi che non possono più tardare.