
Stop agli sfratti nel Giubileo: la proposta del Vaticano divide l’opinione pubblica
Nel contesto del Giubileo 2025, il Vaticano ha lanciato una proposta che sta suscitando acceso dibattito: una moratoria sugli sfratti per tutta la durata dell’Anno Santo. L’iniziativa, avanzata dalla Caritas di Roma e dalla Diocesi, mira a tutelare le fasce più deboli della popolazione, in particolare chi si trova in difficoltà economica e non riesce a pagare l’affitto. La richiesta, definita “moratoria inclusiva”, riguarda circa l’85% degli sfratti previsti a Roma e si pone come un gesto di solidarietà in linea con il messaggio di accoglienza del Giubileo.
L’iniziativa ha trovato il sostegno del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, i quali hanno sottolineato l’importanza di misure straordinarie in vista dell’arrivo di milioni di pellegrini nella Capitale. Gualtieri ha annunciato l’intenzione di elaborare un’ordinanza per creare spazi protetti, denominati “safe space”, destinati agli sfrattati. Tuttavia, l’approvazione della proposta richiederà una stretta collaborazione tra Stato, enti locali e proprietari immobiliari, con la possibilità di compensazioni economiche per chi subisce perdite.
Non sono mancate, però, le critiche. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha definito la proposta un’iniziativa irresponsabile, perchè cancella i diritti dei proprietari. “La tutela della proprietà privata non si tocca”, ha affermato, evidenziando il rischio di incentivare occupazioni abusive e di ledere la sicurezza giuridica dei contratti. Anche Confedilizia si è opposta, giudicando la moratoria una misura eccessiva e inefficace per risolvere i problemi abitativi della Capitale.
La questione, dunque, resta aperta e carica di tensioni. Da un lato, la volontà di garantire un clima di inclusione e solidarietà per il Giubileo; dall’altro, la necessità di tutelare i diritti dei proprietari e di evitare strappi alle regole del mercato immobiliare. Il dibattito riflette le sfide di una città complessa come Roma, dove emergenze sociali e interessi privati si intrecciano in un equilibrio difficile da mantenere.
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