
Sangue e paura a San Lorenzo: l’ombra del degrado e la rivolta dei residenti
L’ennesima rissa terminata nel sangue ha squarciato la quiete apparente di San Lorenzo, lasciando un uomo in fin di vita e un altro in manette. Il quartiere, storicamente anima pulsante della vita studentesca romana, sembra oggi ripiegato su una deriva di violenza e abbandono che non risparmia più nessuno. L’episodio di ieri sera ha visto come scenario piazza di Porta San Lorenzo, dove un uomo di 30 anni di origini gambiane ha scagliato la propria furia contro un cittadino marocchino di 32. L’arma utilizzata, un coccio di bottiglia recuperato tra i rifiuti che ormai punteggiano la piazza, ha inferto ferite profonde al collo e al volto della vittima, che è stramazzata al suolo priva di sensi.
La scena è stata descritta come terribile da una guardia giurata che prestava servizio nelle vicinanze e che non ha esitato a lanciare l’allarme. Grazie alla prontezza del vigilante, che ha filmato le fasi salienti dell’aggressione con il proprio smartphone, le forze dell’ordine sono riuscite a rintracciare il fuggitivo in pochi minuti. Mentre il ferito veniva trasportato d’urgenza al policlinico Umberto I, dove tuttora lotta tra la vita e la morte, gli agenti di polizia procedevano all’arresto del gambiano. Questo drammatico evento non è però che la punta di un iceberg fatto di bivacchi, abuso di alcol e tossicodipendenza che attanaglia le strade del quartiere.
Le voci di chi vive queste strade ogni giorno si levano cariche di una stanchezza che sfiora la rassegnazione. Sofia, una cameriera che risiede nei pressi di piazza dei Caduti, sintetizza bene al Messaggero il clima di insicurezza che si respira: «il problema è che non litigano solo tra di loro, ma aggrediscono anche noi residenti. Uomini, donne e anche ragazzi». Una percezione di pericolo costante che non risparmia nemmeno le fasce più fragili della popolazione. Solo pochi giorni fa, in piazza dei Siculi, due signore sono state brutalmente malmenate e derubate della borsa, un episodio che ha ulteriormente esasperato gli animi dei residenti.
Proprio per rispondere a questa ondata di degrado, il Comitato di quartiere ha deciso di passare all’azione. Per domani pomeriggio, alle ore diciotto e trenta, è stata indetta un’assemblea pubblica presso il Teatro della scuola Saffi. L’obiettivo è quello di costruire una proposta condivisa da sottoporre alle istituzioni cittadine per chiedere interventi strutturali. Katia Pace, presidente del Comitato e volto della mobilitazione, è convinta che la partecipazione sia l’unica strada percorribile: «San Lorenzo ha bisogno della voce di chi lo vive ogni giorno. Solo una partecipazione può rafforzare le richieste del quartiere e orientare le scelte future».
La situazione appare paradossale soprattutto osservando lo stato dei parchi pubblici del quartiere. Al Parco dei Caduti, le aree giochi dove corrono i bambini convivono a pochi metri di distanza con panchine occupate da uomini sdraiati a terra, spesso in stato di alterazione alcolica. Maria, che abita nella zona da oltre 65 anni, descrive con amarezza come il parco sia diventato un gabinetto pubblico per chi vive ai margini della società. I genitori sono costretti a una vigilanza continua, cercando di proteggere i propri figli da una violenza che talvolta si abbatte direttamente sui più piccoli, rendendo impossibile la normale fruizione degli spazi comuni.