
Roma, scontro tra treni Atac: paura sulla Termini-Centocelle
Il cuore del quadrante Prenestino è stato teatro, nella mattinata di ieri, di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. Intorno alle 11.00, due convogli della linea Termini-Centocelle sono entrati in collisione nei pressi di piazzale Labicano, proprio nel tratto in cui la carreggiata ferroviaria si restringe e i due binari si sovrappongono per formare un’unica corsia. Lo scontro, avvenuto tra un treno diretto verso il centro con venti passeggeri a bordo e uno quasi vuoto proveniente dalla direzione opposta, è stato violento: le fiancate hanno strisciato l’una contro l’altra con un fragore metallico finché il convoglio più pesante non è deragliato, finendo fuori dalle rotaie. La memoria dei presenti è corsa immediatamente al tragico incidente di Milano della scorsa settimana, alimentando attimi di autentico terrore tra i pendolari rimasti intrappolati nelle carrozze.
Nonostante la violenza dell’impatto, il bilancio fortunatamente non registra feriti tra i viaggiatori. L’unica assistenza medica è stata prestata a uno dei macchinisti, colto da un malore per lo shock subito; ai colleghi e ai soccorritori del 118 giunti a Ponte Casilino, l’uomo ha cercato di spiegare l’accaduto con poche, confuse parole: «Stavo andando piano. Mi sono ritrovato davanti l’altro treno». Mentre i passeggeri venivano evacuati a piedi lungo la massicciata per raggiungere la fermata più vicina, il personale Atac e la Polizia hanno iniziato i rilievi per comprendere la dinamica dell’errore. Anna, una passeggera ancora scossa in attesa del bus sostitutivo, ha descritto quegli istanti come una scena da film catastrofico: «È stato terribile: il rumore, la fiancata dell’altro convoglio che strusciava contro i finestrini accanto al sedile dove avevo trovato posto. Ho pensato che potevamo morire».
Le operazioni di rimozione dei mezzi si preannunciano lunghe e complesse a causa della particolare conformazione del luogo dell’incidente, una sorta di “canyon” ferroviario stretto tra i binari della ferrovia nazionale e le pareti dei palazzi circostanti. I due treni sono rimasti incastrati l’uno contro l’altro, creando un equilibrio precario che rende rischioso lo spostamento di uno dei due senza far ribaltare l’altro. Al centro dell’inchiesta ci sono ora le cosiddette “pedane d’approccio”, i sensori a pressione che dovrebbero regolare il senso unico alternato in quel tratto specifico: il sistema è progettato affinché il primo treno che transita sul sensore prenoti il passaggio, facendo scattare il rosso per la direzione opposta. Se qualcosa nel meccanismo avesse fallito, i semafori avrebbero dovuto segnare rosso per entrambi, ma la velocità ridotta imposta in quel tratto — 15 chilometri orari — avrebbe dovuto comunque permettere ai conducenti di frenare in tempo.
Proprio il superamento dei limiti di velocità o una distrazione nella lettura dei segnali portano gli inquirenti a battere con decisione la pista dell’errore umano, sebbene non venga esclusa a priori l’ipotesi di un guasto tecnico ai sensori di binario. Nel frattempo, la linea Termini-Centocelle rimane interrotta, con Atac costretta a potenziare il servizio bus della linea 105 per garantire il collegamento ai migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano il “trenino” giallo. La magistratura e le perizie tecniche dovranno ora chiarire perché, in un tratto così delicato e monitorato, due treni si siano ritrovati contemporaneamente sullo stesso binario, sfiorando una tragedia che avrebbe potuto segnare indelebilmente la cronaca della capitale in questo inizio di marzo.