Roma, picchiava la figlia che non voleva mettere il burqa: condannata

18/03/2026

Per una giovane di origini bengalesi, oggi maggiorenne, la fine di un incubo durato quasi due anni è iniziata proprio tra i banchi di scuola, grazie a un tema di italiano. Tra marzo 2020 e novembre 2021, la sua esistenza era stata scandita da privazioni, violenze fisiche e un isolamento forzato volto a piegare la sua volontà alle rigide tradizioni religiose e culturali della famiglia d’origine. Nella giornata di ieri, il Tribunale di Roma ha pronunciato una sentenza significativa, condannando la madre della giovane a due anni di reclusione per il reato di maltrattamenti, mentre il padre è stato assolto. Entrambi i genitori sono stati inoltre prosciolti dall’imputazione di tentata induzione al matrimonio, poiché il progetto di darla in sposa a un parente lontano in Bangladesh non ha trovato riscontri probatori sufficienti durante il dibattimento.

La vicenda ha iniziato a emergere quando una professoressa, correggendo i compiti della classe, si è imbattuta in uno scritto in cui la studentessa, all’epoca appena quattordicenne, trovava finalmente il coraggio di descrivere la propria prigione domestica. Quelli che sembravano piccoli segnali di disagio si sono rivelati essere la punta di un iceberg fatto di sopraffazioni quotidiane. La docente, comprendendo immediatamente la gravità della situazione, ha allertato il dirigente scolastico e le forze dell’ordine, dando il via a un’indagine che ha scoperchiato un sistema di coercizione violenta. Le carte processuali restituiscono dettagli crudi sulla furia materna che si scatenava ogni volta che la ragazza cercava di rivendicare un briciolo di autonomia o si opponeva ai dettami imposti. In un episodio particolarmente brutale, la giovane è stata colpita con «schiaffi, pugni, calci e una scopa, tanto da farle sanguinare la bocca», un atto di violenza scaturito dalla pretesa che la figlia si sottomettesse a uno stile di vita che non sentiva suo.

Il punto di rottura definitivo è avvenuto quando la minore si è rifiutata di indossare un burqa acquistato appositamente per lei. Per la madre, quel rifiuto rappresentava un affronto intollerabile all’autorità familiare e alle tradizioni. La reazione è stata fulminea e spietata: la ragazza è stata «schiaffeggiata, facendola cadere a terra e sbattere la testa sull’armadio», riportando un trauma cranico con una prognosi di quindici giorni documentata dai sanitari del pronto soccorso. Al di là degli scatti d’ira improvvisi, la vita della giovane era una sequenza di doveri servili. Secondo la visione dell’imputata, la figlia doveva necessariamente «rispondere alle regole culturali e religiose» che le venivano imposte, il che si traduceva nell’obbligo di «provvedere ai bisogni di tutti i familiari», occupandosi della cucina, delle pulizie e della cura della sorella più piccola, quasi fosse una collaboratrice domestica senza diritti.

Le restrizioni non si fermavano alle mura di casa, ma colpivano anche la sfera privata e relazionale. Alla ragazza veniva impedito di frequentare i coetanei e il suo telefono cellulare era costantemente requisito affinché la madre potesse controllare e approvare ogni singola conversazione, nel tentativo di recidere ogni legame con il mondo esterno che potesse influenzarla negativamente rispetto ai valori familiari. Durante il processo, molti ex compagni di classe sono stati chiamati a testimoniare, confermando il clima di oppressione in cui la vittima era costretta a vivere. La giovane si è costituita parte civile, supportata anche dall’associazione Insieme per Marianna, decisa a lasciarsi alle spalle quegli anni di sofferenza.

Nonostante le scuse presentate dai genitori attraverso dichiarazioni spontanee poco prima della sentenza, in cui ammettevano di aver sbagliato approccio, i giudici hanno ritenuto accertata la responsabilità penale della madre per i maltrattamenti sistematici. Il pubblico ministero Attilio Pisani aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo per entrambi i coniugi, ma il tribunale ha optato per una distinzione di responsabilità, assolvendo il padre per non aver preso parte attiva alle violenze. Resta l’amarezza per un’infanzia negata, ma anche la consapevolezza che il sistema scolastico può rappresentare l’ultimo baluardo di salvezza per chi non ha voce tra le mura di casa.

M.M.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona RomaNews 24 – Le notizie da Roma in tempo reale

Potrebbero interessarti

Il Futuro dell’Esquilino tra l’Acquisto Pubblico dell’Ex Spin Time e la Frizione Politica sul “Dente Cariato”

Il Futuro dell’Esquilino tra l’Acquisto Pubblico dell’Ex Spin Time e la Frizione Politica sul “Dente Cariato”

La comunità di via di Santa Croce in Gerusalemme indica nella compravendita da parte del Campidoglio l’unica via d’uscita rapida dopo lo stop con la proprietà. Intanto la coalizione di governo si divide sulla destinazione dell’immobile comunale di via Giolitti. La gestione del patrimonio immobiliare e della rigenerazione urbana nel quartiere Esquilino accende il dibattito […]

20/08/2026

Lotta alla criminalità a Roma: blitz della guardia di Finanza sul Litorale

Lotta alla criminalità a Roma: blitz della guardia di Finanza sul Litorale

Operazione ad alto impatto da Fiumicino a Ladispoli: scovati 33 lavoratori irregolari, sequestrate sostanze stupefacenti, armi e ricambi d’auto rubati. Gli approfondimenti sull’infiltrazione criminale e le ricadute sul comparto turistico capitolino. ROMA – Un maxi piano di controlli straordinari condotto su tutto il litorale romano – da Fiumicino a Ladispoli, passando per Fregene, Passoscuro e […]

08/08/2026

Emergenza Spin Time a Roma: tutto quello che c’è da sapere

Emergenza Spin Time a Roma: tutto quello che c’è da sapere

*Roma, 400 sfollati di Spin Time accampati sotto il sole: scontro tra Comune e Regione sul futuro dello stabile* Sono oltre 400 le persone costrette a trascorrere le giornate e le notti all’aperto, sotto il sole cocente di Roma, dopo l’evacuazione dello stabile occupato di Spin Time Labs, in via di Santa Croce in Gerusalemme. […]

01/08/2026

Roma, Maxi Incendio di Sterpaglie Vicino al GRA

Roma, Maxi Incendio di Sterpaglie Vicino al GRA

Un vasto rogo nella zona sud della Capitale ha reso necessaria la chiusura temporanea di un tratto del Grande Raccordo Anulare e di via Laurentina. Sul posto Vigili del Fuoco con tre elicotteri, Protezione Civile e Forze dell’Ordine. ROMA – Pomeriggio di pura emergenza sul fronte della viabilità e della sicurezza nel quadrante sud della […]

26/07/2026

Piano Anas per l’esodo estivo, sospesi l’80% dei cantieri nel Lazio

Piano Anas per l’esodo estivo, sospesi l’80% dei cantieri nel Lazio

Riaperti quasi 30 km di strade statali lungo le direttrici del litorale e verso i capoluoghi di provincia per agevolare i flussi turistici. In vista delle settimane di maggior traffico legato alle vacanze estive, prende il via il piano “Estate Sicura 2026” di Anas. Nel Lazio l’intervento si traduce in una drastica riduzione dei cantieri […]

24/07/2026

Cammini Francescani nel Reatino: il turismo lento per rigenerare l’Alto Lazio

Cammini Francescani nel Reatino: il turismo lento per rigenerare l’Alto Lazio

Cresce l’interesse dei professionisti per i percorsi spirituali e naturalistici della Valle Santa La Valle Santa di Rieti si consolida come una delle mete predilette per il turismo legato ai cammini storici e spirituali. Il Cammino di Francesco, che tocca i quattro santuari fondati dal Santo nella provincia reatina (Greccio, Fonte Colombo, La Foresta e […]

19/07/2026

Omicidio di via Cassia, il vigilante lascia il carcere e va ai domiciliari

Omicidio di via Cassia, il vigilante lascia il carcere e va ai domiciliari

Il processo relativo ai drammatici fatti di via Cassia registra una svolta significativa sul fronte delle misure cautelari. Antonio Micarelli, la guardia giurata imputata con le pesanti accuse di omicidio volontario e tentato omicidio per aver aperto il fuoco contro una banda di rapinatori in fuga, ha lasciato il penitenziario di Civitavecchia. La Corte d’assise […]

15/07/2026

Sequestro record di 216 chili di droga Khat allo scalo di Fiumicino

Sequestro record di 216 chili di droga Khat allo scalo di Fiumicino

Due giovani amici di nazionalità israeliana, rispettivamente di 22 e 23 anni, giunti in Italia con il dichiarato intento di trascorrere una vacanza estiva, sono stati fermati presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino con un carico record di 216 chilogrammi di khat, sostanza comunemente nota come la droga dell’amicizia e della preghiera. Si tratta di […]

15/07/2026

Si fingevano poliziotti per derubare i turisti: arrestati dai Carabinieri

Si fingevano poliziotti per derubare i turisti: arrestati dai Carabinieri

Si fingevano agenti di polizia in borghese per avvicinare e derubare i turisti stranieri, ma la loro carriera criminale è terminata grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri. Avevano appena fermato un cittadino inglese, ma fortunatamente i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma San Pietro che stavano effettuando un servizio di pattugliamento hanno notato […]

15/07/2026