
Emergenza Spin Time a Roma: tutto quello che c’è da sapere
01/08/2026
*Roma, 400 sfollati di Spin Time accampati sotto il sole: scontro tra Comune e Regione sul futuro dello stabile*
Sono oltre 400 le persone costrette a trascorrere le giornate e le notti all’aperto, sotto il sole cocente di Roma, dopo l’evacuazione dello stabile occupato di Spin Time Labs, in via di Santa Croce in Gerusalemme. Tra loro ci sono più di 90 minori, compresi alcuni neonati. Mentre la Capitale è stretta nella morsa del caldo da bollino rosso, l’emergenza umanitaria si intreccia con un duro scontro politico e istituzionale sul destino dell’edificio.
Da oltre due giorni le famiglie vivono accampate sui marciapiedi, tra materassi, tende di fortuna e piccole piscine gonfiabili utilizzate per alleviare gli effetti delle temperature torride. Secondo quanto riferito dalle associazioni presenti sul posto, si sono già registrati diversi malori legati al caldo. La strada resta chiusa al traffico nel tratto compreso tra viale Manzoni e via Statilia, mentre proseguono gli interventi di assistenza da parte della Protezione civile e delle realtà del volontariato.
A lanciare l’allarme è anche Save the Children, che sottolinea la particolare vulnerabilità dei bambini e delle famiglie coinvolte. L’organizzazione, insieme alla comunità di Spin Time, chiede che venga consentito il rientro nello stabile in condizioni di sicurezza, sostenendo che solo dall’interno dell’edificio sia possibile proseguire il percorso di regolarizzazione delle posizioni abitative.
Nel frattempo il confronto si è spostato sul piano politico. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sostenuto dal Partito Democratico e da Alleanza Verdi e Sinistra, propone che sia Roma Capitale ad acquistare l’immobile, trasformandolo in patrimonio pubblico e preservando quella che definisce un’importante esperienza di integrazione sociale. «È una situazione drammatica – ha dichiarato –. Vogliamo salvaguardare questa esperienza di comunità e consentire il rientro in sicurezza, ma è necessario superare alcuni vincoli giuridici in collaborazione con la Prefettura».
Di segno opposto la posizione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che richiama il rispetto delle regole dell’edilizia residenziale pubblica. Pur riconoscendo la gravità dell’emergenza sociale, Rocca ribadisce che un eventuale acquisto dell’immobile con risorse pubbliche non potrebbe tradursi in un’assegnazione diretta agli attuali occupanti. «Sulla disperazione non si può innestare la prepotenza – afferma –. Se il palazzo sarà acquistato dal Comune, gli alloggi dovranno essere assegnati a chi è regolarmente inserito nelle graduatorie dell’edilizia popolare e attende da anni nel rispetto delle regole».
Le due posizioni, al momento, appaiono difficilmente conciliabili. Da una parte l’esigenza di trovare una risposta immediata a centinaia di persone rimaste senza un tetto, dall’altra il richiamo al principio di legalità e al rispetto delle graduatorie pubbliche.
L’attenzione è ora rivolta al vertice convocato in Prefettura per lunedì 3 agosto, dal quale potrebbe emergere una soluzione condivisa. Fino ad allora, per centinaia di persone, compresi decine di bambini, la casa resta il marciapiede di via di Santa Croce in Gerusalemme, in una delle estati più calde degli ultimi anni.