
Roma, arrestati due rapinatori bosniaci della “banda degli estintori”
Una lunga scia di blitz notturni, rapidi e violenti, ha messo sotto pressione diversi esercizi commerciali di Roma negli ultimi mesi. Colpi fulminei, fughe a bordo di auto rubate di grossa cilindrata e un modus operandi tanto spregiudicato quanto pericoloso: spruzzare estintori sui parabrezza delle volanti per accecare i poliziotti durante gli inseguimenti. Nelle notti scorse, però, la fuga dei presunti responsabili è finita. Due bosniaci, naturalizzati italiani e residenti nel campo di via di Salone, sono stati arrestati al termine di una corsa rocambolesca. Nel campo, secondo gli investigatori, avrebbero nascosto sia la refurtiva sia la Fiat 500 Abarth utilizzata per i colpi.
Il blitz decisivo è avvenuto nella notte di lunedì, poco dopo l’una. L’allarme di un negozio in zona Casilina segnala un’intrusione: tre banditi hanno tagliato la saracinesca con un divaricatore e arraffato l’incasso. Salgono su una Fiat 500 grigia con targhe false, ma motore Abarth, dunque molto più performante rispetto a una normale utilitaria. Non soddisfatti, rubano subito dopo un’altra auto e la piazzano in mezzo alla carreggiata di via Lucrezia Romana per ostacolare eventuali pattuglie. Con quella tattica entrano in una tabaccheria, svuotano la cassa e si dileguano.
La sequenza di furti continua senza sosta. La 500 ricompare in via Torraccio di Torrenova, sfonda l’ingresso di un negozio d’abbigliamento e porta via il registratore di cassa. I tre si dirigono poi verso la periferia del Casilino, ma le volanti sono ormai alle loro calcagna. Ed è a quel punto che uno dei banditi, dal sedile posteriore, si sporge dal finestrino e spruzza un estintore contro il parabrezza della polizia. «La schiuma ha completamente oscurato la visuale», raccontano gli agenti, costretti a rallentare per evitare un frontale. Ma l’inseguimento prosegue: un secondo tentativo di accecare i poliziotti avviene su via Polense, senza esito.
La fine della fuga arriva per un errore dei malviventi. La Fiat 500 imbocca via Ari, una strada senza uscita in zona Massa San Giuliano. I tre restano intrappolati, ma non si arrendono: fanno retromarcia e lanciano l’auto a tutta velocità contro una volante. L’impatto è violentissimo. La pattuglia resta distrutta, gli agenti riportano ferite giudicate guaribili in dieci giorni. Uno dei due arrestati si ferisce gravemente al naso, sbattendo contro il parabrezza. Un terzo uomo riesce invece a fuggire nella boscaglia, facendo perdere le sue tracce.
I due fermati ora devono rispondere di rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ricettazione e riciclaggio, avendo modificato le targhe della 500 utilizzata per i colpi. Gli investigatori stanno lavorando per identificare il complice in fuga e ricostruire l’intera catena dei colpi, che per settimane ha tenuto sotto scacco commercianti e forze dell’ordine.
M.M.