
Roma, aggressioni sui bus: arrivano le bodycam per proteggere i controllori
Raid, sassaiole, atti vandalici, aggressioni: a Roma l’emergenza sicurezza sui mezzi pubblici è diventata quotidiana, con una media di almeno due episodi violenti a settimana. L’ultimo risale al 13 novembre all’Eur, quando due passeggeri senza biglietto hanno insultato e aggredito i verificatori Atac. Solo pochi giorni prima, il 3 novembre, una sassaiola nei pressi del campo rom di via Candoni, alla Magliana, aveva colpito un autobus in servizio.
La situazione preoccupa soprattutto gli autisti. «Noi della rimessa Magliana non vogliamo eroi, vogliamo protezione. Vogliamo che il nostro grido d’allarme venga ascoltato, prima che la paura si trasformi in tragedia», ha denunciato uno dei conducenti presenti durante la sassaiola. E non è stato un caso isolato: il 26 ottobre altri due autobus erano finiti nel mirino tra via Candoni e via Sampieri, con vetri colpiti da sassi e conducenti costretti a fermarsi.
Il tema è arrivato anche sul tavolo del municipio XI, dove il consigliere Marco Palma (FdI) ha presentato una mozione per chiedere interventi di tutela per il personale del deposito di via Candoni e la chiusura del campo rom da cui, secondo gli operatori, proverrebbero molte delle aggressioni.
In questo clima, Atac ha acceso le prime bodycam: da ieri sono operative le prime 20 videocamere in dotazione ai verificatori. «Aggressioni e atti vandalici sono ormai all’ordine del giorno. L’avvio delle bodycam è un segnale importante da parte dell’azienda», commenta Marco Foderà, segretario Faisa Confail. Si tratta di una sperimentazione: ai controllori sono stati consegnati tre modelli differenti, tutti dotati di tecnologia avanzata e pensati per registrare l’intero turno di servizio. Le immagini potranno essere recuperate in caso di minacce, violenze, danneggiamenti o tentativi di aggressione.
Il progetto, annunciato nel 2024 in accordo con la Prefettura, punta ad aumentare il livello di sicurezza a bordo per dipendenti e passeggeri. Dal prossimo marzo è previsto l’arrivo delle prime 250 bodycam per entrare a regime. «È un sistema già utilizzato da carabinieri e polizia», spiega Gianluca Donati, segretario regionale Faisa Cisal. «Ora si guarda a una collaborazione diretta con le forze dell’ordine nei casi di emergenza. È un passo avanti fondamentale in materia di sicurezza e garantirà maggiori tutele a tutti».
La sperimentazione rappresenta solo il primo tassello di un intervento più ampio che, secondo i sindacati, dovrà includere presidi, controlli mirati e un lavoro di prevenzione capillare. Intanto, però, le bodycam diventano occhi elettronici indispensabili per chi ogni giorno affronta una città che, sui mezzi pubblici, appare sempre più difficile da gestire.