
Primavalle: chiesto il giudizio immediato per i membri della baby gang
La procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per gli esponenti di spicco della cosiddetta baby gang di Primavalle. I sostituti procuratori Carlo Villani e Claudio Santangelo hanno formalizzato le accuse nei confronti di giovanissimi che, secondo le ricostruzioni, agivano con una crudeltà che ha lasciato sgomenti gli inquirenti. L’inchiesta descrive un sistema di violenza metodica esercitata all’interno di un garage in via Pentimalli, trasformato in una vera e propria camera delle torture. Il giudice per le indagini preliminari, nell’ordinanza di custodia cautelare che lo scorso dicembre ha portato il gruppo dietro le sbarre, non aveva usato mezzi termini definendo il sodalizio come caratterizzato da “un’attitudine criminale di eccezionale rilievo”.
A guidare il gruppo sarebbe stato il 19enne Mirko Mezzaroma, indicato come la mente e il braccio violento dell’organizzazione. Insieme a lui, il 20enne Naini Conde e il 21enne Andrea Janusz avrebbero partecipato attivamente a spedizioni punitive e sequestri di persona. Il primo episodio contestato risale al gennaio 2025, quando un ragazzo straniero fu prelevato con la forza e condotto nel garage degli orrori. La sua colpa, secondo le indagini, era quella di aver frequentato l’ex fidanzata di Mezzaroma. Legato mani e piedi a una sedia, il giovane è stato vittima di un pestaggio durato ore. Nel capo di imputazione si legge chiaramente come gli indagati “lo colpivano con schiaffi, calci e pugni nonché con bastoni e spranghe in particolare alla schiena e, sotto la direzione di Mezzaroma, lo torturavano versandogli addosso acqua bollente”. Le torture non miravano solo alla punizione fisica, ma servivano anche come strumento di estorsione, con la richiesta di duemila euro e l’imposizione di spacciare droga per conto della gang.
Ancor più brutale appare il secondo sequestro documentato dall’inchiesta, dove la posta in gioco era un presunto debito di droga di 37mila euro. In questo caso, oltre a Mezzaroma e Conde, figura tra gli accusati il 23enne Giacomo Porco. La vittima è stata trattenuta per circa 4 ore nel garage di via Pentimalli, subendo vessazioni atroci: oltre ai colpi di mazza da baseball in ferro e al calcio di una pistola, il giovane è stato sfregiato con un coltello e sottoposto a uno shock termico brutale. Gli indagati infatti “lo sollevavano in aria facendogli sbattere la testa al suolo, contestualmente versandogli addosso acqua bollente alternata ad acqua fredda”. Non paghi delle violenze fisiche, i membri della banda pretendevano anche la cessione dell’automobile della madre del ragazzo per saldare il debito. Al termine della prigionia, il giovane ha riportato segni permanenti sul corpo e una prognosi di 30 giorni.
L’attività criminale della banda non si limitava ai confini di Primavalle, ma si estendeva a logiche di rappresaglia quasi mafiose. Mezzaroma, Janusz e Tommaso Sforza sono infatti accusati anche di detenzione illegale di armi e del danneggiamento avvenuto nel cosiddetto “bronx di Torrevecchia” l’estate scorsa. Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, sarebbe stato Sforza a commissionare dal carcere di Viterbo l’esplosione di un ordigno artigianale all’interno di un condominio. L’agguato dinamitardo, organizzato nei dettagli da Mezzaroma, serviva a ribadire il potere della gang sul territorio, utilizzando minorenni come manovalanza esecutiva. Il quadro che emerge è quello di un gruppo di ventenni che, nonostante la giovane età, ha dimostrato di saper gestire dinamiche di terrore e controllo del quartiere con una freddezza e una spregiudicatezza fuori dal comune.
I difensori dei giovani imputati, tra cui gli avvocati Stefano Valenza, Daniele Petrucci e Bruno Bonanni, dovranno ora affrontare un processo che si annuncia durissimo, data la mole di prove raccolte e la gravità dei reati che spaziano dal sequestro di persona alla tortura aggravata. Mentre per i membri minorenni della banda si procede separatamente, la richiesta di giudizio immediato per i maggiorenni accorcerà i tempi del dibattimento.
M.M.