
Piano rifiuti della Regione Lazio: obiettivo autosufficienza entro il 2031
Il futuro della gestione dei rifiuti nel Lazio cambia volto attraverso un programma ambizioso che punta a trasformare radicalmente il sistema regionale entro il prossimo decennio. La Giunta guidata da Francesco Rocca ha infatti adottato ufficialmente il nuovo Piano Rifiuti, un documento strategico che fissa obiettivi chiari e tempi serrati: superare il 70% di raccolta differenziata entro il 2031 e garantire, per la prima volta nella storia recente, la chiusura del ciclo dei rifiuti interamente all’interno dei confini regionali. Durante la presentazione ufficiale alla stampa, il governatore ha sottolineato come questo atto rappresenti solo il punto di partenza di un iter amministrativo che richiederà tra i sei e gli otto mesi per l’approvazione definitiva in Consiglio regionale. Si apre ora una fase cruciale di confronto, poiché, come spiegato dallo stesso presidente, «adesso incomincia un’azione di ascolto e interlocuzione con i singoli territori», evidenziando che il percorso non sarà calato dall’alto ma condiviso con le realtà locali per garantirne la sostenibilità.
Una delle novità più significative e politicamente rilevanti riguarda la distribuzione del carico degli impianti di smaltimento. La nuova strategia regionale rompe con le logiche del passato che avevano visto alcune aree della regione pesantemente penalizzate rispetto ad altre. Rocca è stato categorico su questo punto, affermando che «ogni provincia avrà la sua discarica» proprio per evitare di cedere alle pressioni di chi si oppone a nuove infrastrutture nel proprio circondario. La volontà dichiarata è quella di non farsi condizionare dalla filosofia del «non nel mio giardino» che, negli anni, ha portato a scaricare l’intero peso dello smaltimento sulla provincia di Viterbo, di fatto trasformata nel deposito principale dell’intera regione. La nuova visione prevede invece una rete bilanciata che includa quattro siti principali situati a Viterbo, Aprilia, Roccasecca e Civitavecchia, con quest’ultima interessata da un ampliamento volumetrico di circa 400mila metri cubi in un’ottica di dialogo partecipato con la comunità locale.
Il piano si integra perfettamente con la visione di Roma Capitale, recependo interamente le linee guida tracciate dal commissario straordinario Roberto Gualtieri. Questo significa che la strategia regionale poggia su due pilastri infrastrutturali fondamentali: la realizzazione del nuovo termovalorizzatore di Santa Palomba a Roma e il potenziamento dell’impianto già esistente a San Vittore, in Ciociaria, dove è stata autorizzata la quarta linea di lavorazione. Un altro cambiamento strutturale riguarda la semplificazione degli Ambiti territoriali ottimali, i cosiddetti Ato. La precedente suddivisione in cinque ambiti, risalente alla giunta precedente, viene superata a favore di un modello a due sole aree: una dedicata esclusivamente a Roma, data la sua mole di rifiuti pari al resto della regione, e l’altra per tutte le restanti province. Questa scelta nasce dalla constatazione che l’autosufficienza per ogni singola provincia era diventata un’utopia tecnica e burocratica che aveva generato solo ulteriore sofferenza nel sistema.
L’assessore Fabrizio Ghera ha ribadito la necessità di questo aggiornamento, definendolo un obbligo di legge ma anche l’inizio di un percorso verso un «Lazio più autonomo» e finalmente capace di gestire i propri scarti senza dover dipendere da altre regioni o dall’estero. Attualmente, circa un milione di tonnellate di rifiuti prodotti dai cittadini laziali deve essere trattato fuori regione, un dato che l’amministrazione Rocca intende azzerare puntando a una riduzione complessiva del 6% della produzione di scarti e al raggiungimento di una quota di raccolta differenziata pari al 72,3% entro il 2031. Il piano mira quindi a rincorrere e correggere le scelte del passato, implementando nuovi impianti dotati di controlli più rigorosi e tecnologie avanzate per il recupero dei materiali, con l’obiettivo ultimo di trasformare il rifiuto da problema emergenziale a risorsa economica circolare. Attraverso una gestione oculata e l’impiego di impianti di ultima generazione, la Regione si pone l’obiettivo di garantire tariffe più eque per i cittadini e una tutela ambientale finalmente efficace su tutto il territorio.