
Perseguitava una barista di Collefiorito: arrestato stalker 25enne
La fine di un incubo per una barista di Collefiorito di Guidonia e per i suoi clienti abituali è arrivata martedì mattina, quando gli agenti del commissariato di Tivoli hanno bussato alla porta di un 25enne del posto. Il giovane, che da mesi terrorizzava il locale con incursioni violente e ossessive, è stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP, dopo che le indagini hanno confermato una condotta persecutoria spaventosa, documentata non solo dalle testimonianze ma anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. L’escalation di terrore, iniziata tra gennaio e febbraio di questo 2026, ha trasformato il bar in un teatro di aggressioni imprevedibili, dove il giovane si presentava ad ogni ora del giorno, talvolta persino in accappatoio, ripetendo ossessivamente alla donna frasi agghiaccianti come “Tu sei mia, se non stai con me ti ammazzo”.
La violenza dell’indagato non si fermava alla barista, ma colpiva chiunque si trovasse nel locale o tentasse di difenderla. Gli avventori sono stati più volte minacciati con bastoni o bersagliati da oggetti pesanti, come un estintore scardinato dalla parete e lanciato contro di loro. In un episodio particolarmente brutale, il 25enne avrebbe scagliato contro un cliente dell’olio bollente portato da casa all’interno di un bollitore, urlando a squarciagola “Vi ammazzo tutti”. La situazione è precipitata ulteriormente nel corso del mese di febbraio: prima il giovane si è presentato armato di un rastrello minacciando la donna con un sinistro “Con questo ti farò male”, poi, l’11 febbraio, è passato all’aggressione fisica vera e propria, palpeggiando pesantemente la vittima mentre questa era intenta a chiudere il locale.
Nonostante la denuncia sporta dalla donna presso il commissariato di Tivoli, il giovane non ha desistito, tentando anzi di utilizzare l’arma del ricatto e dell’intimidazione per far ritirare l’esposto. Dopo aver minacciato esplicitamente la proprietaria dicendole “Se non ritiri la denuncia do fuoco al bar”, l’indagato ha dato seguito alle sue parole il 17 febbraio scorso, appiccando un incendio alla saracinesca del locale utilizzando una tanica di benzina. Questo atto finale ha convinto la Procura a richiedere e ottenere la misura restrittiva più severa, notificata nella sua abitazione di via delle Ginestre. Il 25enne è stato trasferito nel carcere di Rebibbia e dovrà ora rispondere di una lunga serie di reati che vanno dagli atti persecutori alle molestie, fino alle minacce aggravate e al danneggiamento seguito da incendio, mettendo fine a due mesi di puro terrore per la vittima delle sue angherie.
M.M.