
Lazio, Romagnoli forza la mano per ottenere la cessione
Se il presidente Lotito pensava che sarebbe bastato stoppare la cessione di Romagnoli per risolvere la situazione, si sbagliava di grosso. Al difensore l’iniziativa non è piaciuta per niente, anche perchè è arrivata quando ormai la trattativa con l’Al-Sadd era definita. Ed ora il difensore vive da separato in casa e non calca il campo di allenamento da martedì mattina. Il giocatore appare visibilmente scosso e frustrato per l’improvviso stop alla sua cessione verso l’Al-Sadd, una trattativa che per lui rappresentava molto più di un semplice trasferimento, configurandosi come una vera scelta di vita condivisa con la compagna Eleonora. In ballo ci sono 18 milioni di euro netti per il prossimo triennio, una cifra enorme che rischia di andare in fumo mentre il cronometro corre inesorabile verso la chiusura del mercato in Qatar, fissata per il 31 gennaio.
Romagnoli si ritrova stritolato in un braccio di ferro logorante tra l’allenatore Maurizio Sarri e il presidente Claudio Lotito. La società si dice pronta a riconsiderare la cessione solo se il tecnico decidesse di intercedere, ma il Comandante sembra intenzionato a restare fermo sulla sua posizione. Questa rigidità nasce come risposta diretta alle ultime esternazioni del patron biancoceleste, il quale aveva ribadito con forza le gerarchie interne dichiarando che «Il tecnico è un dipendente e qui comando io». Sarri, dal canto suo, ha replicato rinunciando a ogni voce in capitolo sulle operazioni di compravendita, spiegando che «la società ha detto di decidere il mercato e io mi sono tirato fuori». In questo paradosso comunicativo, l’allenatore ha di fatto riconsegnato ogni responsabilità decisionale alla presidenza, che ora deve farsi carico delle conseguenze della permanenza o della vendita del centrale, operazione che peraltro garantirebbe una plusvalenza di nove milioni.
La battaglia di principio sta logorando l’ambiente laziale e il rischio di un contenzioso legale si fa sempre più concreto. Romagnoli non sembra intenzionato a restare controvoglia e le sue assenze prolungate dalle sedute tattiche non lasciano presagire nulla di buono per il futuro immediato. Sebbene sia legato da un contratto fino al 2027, la possibilità che il difensore scelga la via dei certificati medici per tutelare la propria posizione e spingere verso l’addio è un’ipotesi che alleggia minacciosa su Formello. Difficilmente il calciatore si metterà a disposizione per la prossima sfida contro il Genoa all’Olimpico, costringendo Sarri a correre ai ripari con soluzioni d’emergenza.
In vista del match contro i rossoblù, il tecnico sta già testando la coppia centrale formata da Gila e Provstgaard, dato che l’infermeria continua a ospitare Patric e le alternative scarseggiano. A centrocampo si profila il rientro di Cataldi, supportato da Basic e Taylor, mentre Rovella potrebbe accomodarsi in panchina dopo aver smaltito un affaticamento muscolare. La vera curiosità tattica riguarda però Daniel Maldini, che per il secondo giorno consecutivo è stato provato nel ruolo di falso nove. Sarri sta studiando attentamente i suoi movimenti in fase di possesso per decidere se lanciarlo dal primo minuto in una sfida che vedrà Zaccagni confermato sulla corsia sinistra e un ballottaggio serrato tra Cancellieri e Isaksen sulla destra. Intanto si avvicina l’appuntamento della partita col Genoa e tra difficoltà interne allo spogliatoio e tensioni con i tifosi che hanno minacciato di disertare lo stadio, le prospettive non sono certo delle migliori.