
Lazio, infortunato Provedel, è il turno del giovane Motta tra i pali
Stasera all’Olimpico va in scena una delle ultime stanche esibizioni della Lazio nella Serie A di quest’anno. Con le speranze di una qualificazione europea tramite il campionato che sono ormai evaporate lungo il percorso tortuoso e avaro di soddisfazioni di questa stagione, il gruppo guidato da Maurizio Sarri si aggrappa con determinazione al sogno della Coppa Italia. Partendo dal pareggio per 2 a 2 ottenuto nella gara d’andata, la compagine capitolina si giocherà l’accesso alla finalissima nel match di ritorno previsto per il 22 aprile a Bergamo contro l’Atalanta.
La partita di stasera ha però un elemento di interesse, rappresentato dall’esordio del giovane Edoardo Motta tra i pali biancocelesti. Il portiere 21enne, all’esordio assoluto nel massimo campionato, prende forzatamente il posto dell’infortunato Provedel, il quale dovrà sottoporsi a un’operazione alla spalla che sancirà la fine anticipata della sua stagione agonistica. Lo stesso Motta, con grande umiltà e realismo, aveva già commentato il suo arrivo a Roma con queste parole cariche di consapevolezza: «Devo migliorare in tutto. In Serie B ho giocato appena sei mesi e non mi aspettavo la chiamata della Lazio». Il destino lo mette ora di fronte a una prova del fuoco immediata, dato che dovrà difendere i pali non solo contro il Sassuolo ma anche nella decisiva semifinale di coppa contro l’Atalanta tra un mese e mezzo.
Il tecnico toscano e i suoi uomini ripartono da una base di soli 34 punti in Serie A, frutto di un’estate trascorsa senza grandi movimenti di mercato e di una sessione di riparazione invernale che, almeno per ora, non ha prodotto gli effetti positivi sperati dalla dirigenza e dalla piazza. Tra i nuovi volti approdati a Formello, sono numerosi i giocatori che dovranno lottare duramente per guadagnarsi la riconferma, dimostrando sul campo di essere realmente all’altezza delle ambizioni biancocelesti. Il nodo centrale resta tuttavia capire chi sarà il decisore ultimo per il futuro tecnico del club. Maurizio Sarri, nonostante un contratto valido per altri 2 anni, non appare affatto certo della sua permanenza in un ambiente lavorativo dove la stima nei suoi confronti sembra essere ai minimi termini. Si profila dunque un doppio scatto finale da qui a fine maggio, che coinvolgerà la squadra sul campo e i singoli calciatori che potrebbero cambiare aria, come Romagnoli e Gila. Proprio il difensore spagnolo, in scadenza nel 2027, resta un profilo molto gradito al direttore sportivo milanista Tare, che lo aveva scovato nella seconda squadra del Real Madrid per portarlo a Formello. Tra le operazioni di gennaio, solo Taylor, prelevato dall’Ajax, sembra avere la certezza di far parte di un nuovo ciclo. Permangono invece forti dubbi su altri elementi del reparto offensivo, a partire da Ratkov, il centravanti serbo pagato 13 milioni di euro e scelto dal presidente Lotito e dal direttore sportivo Fabiani per sostituire Castellanos, ceduto nel frattempo al West Ham. Le sue caratteristiche fisiche di peso non sembrano combaciare con il profilo di attaccante di manovra richiesto esplicitamente da Sarri, alimentando le voci di una sua possibile cessione o riciclo sul mercato qualora il Comandante dovesse restare al comando della squadra. Discorso simile per Daniel Maldini, che ha finalmente fornito un assist importante contro l’Atalanta ma è ancora alla ricerca della prima gioia personale in termini di gol con la maglia laziale. La società si trova a dover riflettere su un eventuale riscatto fissato intorno ai 14 milioni di euro, cifre che oggi non sembrano giustificate dai numeri poco confortanti. Anche i riscatti di Noslin e Dia, per un totale di circa 13 milioni da versare alla Salernitana, pesano sulle strategie future, nonostante le indiscrezioni presidenziali su possibili offerte milionarie già ricevute.
Nel frattempo, a centrocampo, Dele-Bashiru prova a ritagliarsi il suo spazio dopo il gol segnato mercoledì scorso, dichiarando con sollievo ai canali ufficiali del club: «Ho vissuto una stagione difficile perché ho avuto diversi infortuni e poi sono partito per la Coppa d’Africa. Non ho mai trovato continuità e spero che quel gol possa diventare un punto di partenza per il finale di stagione». La squadra cercherà di ritrovare quella solidità difensiva che l’aveva resa una delle meno perforate d’Europa all’inizio del 2025, affidandosi ancora alla coppia composta da Gila e Romagnoli. Tutto questo avverrà però in un contesto ambientale spettrale, con le tribune dello Stadio Olimpico quasi totalmente deserte a causa della dura protesta della tifoseria organizzata. Sono stati venduti solo duemila biglietti per un posticipo che sa di solitudine, una condizione a cui anche l’allenatore sembra ormai rassegnato, come ammesso candidamente qualche giorno fa: «Brutto da dire, ma ci stiamo abituando».